Misurata è libera“, ha annunciato un portavoce dei ribelli. Come raccontato da un soldato libico ferito e catturato dagli insorti, oggi l’esercito di Muammar Gheddafi potrebbe lasciare la città assediata e bombardata da mesi. ”Ieri ci hanno detto di ritirarci”, ha raccontato alla Reuters il soldato, Khaled Dorman, steso sul retro di un pick up dopo essere stato portato in un ospedale locale. Negli scontri, sarebbero morte 25 persone e un centinaio sarebbero state ferite. La notizia della ritirata dei miliziani conferma quanto detto ieri dal viceministro degli Esteri libico Khaled Kaim, secondo cui le truppe governative, sotto pressione per i raid aerei della Nato, potrebbero ritirarsi da Misurata e lasciare alle tribù locali il compito di affrontare gli insorti e “porre fine, con le buone o con le cattive”, al conflitto nella città ribelle. Ma il Consiglio nazionale transitorio libico invita alla cautela sulla notizia del ritiro delle truppe del Colonnelo. “Ci piacerebbe moltissimo, ma non siamo ottimisti”, ha commentato un portavoce del Cnt, Mustafa Gheriani.

Intanto continuano i raid condotti dalla Nato contro il raìs. Forti esplosioni sono state sentite in serata a Tripoli. Fonti del governo libico hanno reso noto che nella notte di ieri i bombardamenti hanno causato tre morti. L’attacco ha colpito un parcheggio vicino al complesso militare di Bab al-Aziziyah che ospita Gheddafi, nel centro della capitale libica. Il dipartimento di Stato Usa ha intanto fatto sapere di aver utilizzato per la prima volta in Libia i ‘Predator‘ nelle prime ore del pomeriggio, ora locale, senza specificare quale fosse l’obiettivo. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva autorizzato venerdì sera l’invio in territorio libico degli aerei senza pilota.