Alla Verlicchi torna la corrente elettrica in tempi record. Dopo una mattinata di manifestazione, attesa e pressioni politiche, Hera prima annuncia la riattivazione entro mercoledì, ma poi nel pomeriggio arrivano i tecnici e torna la luce.

Non si sono dati per vinti i lavoratori dell’azienda di Zola Predosa che questa mattina hanno manifestato davanti ai cancelli di Hera per chiedere a gran voce che la multiutility ripristinasse al più presto la corrente elettrica, staccata per le numerose bollette arretrate e che permetterà loro di riprendere la produzione.

Dopo la firma dell’accordo sulla cassa integrazione avvenuta mercoledì scorso e la decisione da parte del curatore fallimentare Fausto Maroncelli, a fronte di una commessa Ducati, delle trattative in corso con Bmw e dell’interessamento di Frantic Motor, di riprendere la produzione, mancava un solo tassello perché li lavoratori potessero rientrare in azienda: la corrente elettrica. Tutto sembrava dunque pronto ma negli ultimi giorni i rapporti con Hera si erano fatti tesi, infatti l’azienda di fornitura elettrica compartecipata al 51% dai comuni del territorio aveva bloccato la procedura di riallaccio a causa del debito di circa 250mila euro che la Verlicchi ha nei suoi confronti.

La rabbia e l’indignazione dei lavoratori, che pensavano che la strada fosse ormai spianata, era esplosa ieri pomeriggio al presidio quando è apparso chiaro che Hera aveva intenzione di chiedere di diventare creditore privilegiato e quindi di poter rientrare del suo credito ancora prima dei lavoratori.

Pare ormai chiaro infatti che a livello burocratico e amministrativo il ritorno della corrente elettrica in Verlicchi a questo punto può prendere due strade, una prevede il riallaccio del vecchio contratto sul quale pesa però il credito con Hera, mentre l’altra passerebbe attraverso l’apertura di una nuova utenza, a garanzia della quale ci sarebbe la fideiussione bancaria della Unipol che ha già iniziato ad anticipare le casse integrazioni ai lavoratori. In questo caso il vecchio debito con Hera rimarrebbe in capo alla procedura fallimentare.

Dopo una mattinata intensa e pare numerose pressioni politiche partite soprattutto dal sindaco di Zola Predosa Stefano Fiorini, da sempre accanto ai lavoratori della Verlicchi, verso mezzogiorno Luigi Castagna presidente di Hera Bologna ha accettato un breve incontro con lo stesso Fiorini, e con una delegazione di lavoratori e di rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil e Fim-Cisl. Nel primo pomeriggio i lavoratori in presidio si sono visti arrivare i tecnici di Hera per “riaccendere” immediatamente l’azienda. A questo punto resta da chiarire la questione del credito pregresso. “Il curatore fallimentare – ha spiegato Nicola Patella di Fiom-Cgil – ha fatto richiesta che sia il Tribunale di Bologna a dirimere la questione. Ma la buona notizia è che intanto la produzione può ripartire”.

Non si sa dunque se alla Verlicchi sarà riattivato il vecchio contratto o se ne verrà aperto uno nuovo, ma certo è che, dopo aver fatto le verifiche di sicurezza sull’impianto, l’azienda potrà ripartire sotto la guida del curatore fallimentare. “Non sappiamo ancora se potremo lasciare il presidio per Pasqua – ha detto Cesare Evangelisti, uno dei lavoratori che maggiormente hanno animato il presidio – aspettiamo le direttive di Maroncelli, ma sicuramente un passo in più è stato fatto”.

La manifestazione estemporanea di questa mattina, decisa dal lavoratori ieri in serata, è stata poi occasione per diversi esponenti politici, molti dei quali candidati alle elezioni amministrative, per intervenire e dimostrare la loro solidarietà. Moltissime le critiche, tra cui quelle arrivate da Franco Grillini, capogruppo Idv in Regione e quelle di Mauro Manfredini, anche lui consigliere regionale ma per la Lega Nord. Il primo a presentarsi è stato tuttavia Giovanni Favia, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, molto critico sull’operato di Hera e pronto a lanciare un boicottaggio tra i cittadini. “Questa non è che la punta dell’iceberg – ha detto Favia – perché diverse multiutility, Hera prima di tutte, nel rapporto con le aziende in crisi si comportano come le peggiori banche”. Parole dure sono uscite anche dalla bocca della deputata Pd Donata Lenzi. “Si deve ricordare a Hera che pochi giorni fa, in occasione della presentazione del bilancio, si era detta “vicina al territorio”, questo sarebbe il momento di dimostrarlo”.

Nel frattempo c’è allerta anche alla Verlicchi di Casoli, attualmente di proprietà di Industrie Toscane del Gruppo Caponi in seguito alla cessione avvenuta l’11 marzo scorso, per la quale il curatore fallimentare Maroncelli ha chiesto la revocatoria. “I lavoratori abruzzesi – ha raccontato Patelli della Fiom in contatto con i sindacati locali – sono in sciopero da tre giorni perché l’azienda ha smesso di pagare il quinto dello stipendio e negli ultimi giorni diverso materiale ancora da lavorare è stato inspiegabilmente caricato su dei camion e portato altrove”.