“Lesbiche di m…”, ha urlato un gruppo di squadristi stercorari contro Paola Concia, una brava e coraggiosa parlamentare del Pd, che stava passeggiando per le vie del centro di Roma  insieme alla sua compagna.

“Handicappata di m…”, ha gridato uno squadrista travestito da parlamentare nell’aula della Camera all’indirizzo di Ileana Argentin, un’altra deputata seria e coraggiosa che ha forse il torto di essere sempre presente a fare il suo dovere di oppositrice , nonostante il grave handicap che la costringe su una sedia a rotelle.

“Negro di m…”, ha gridato un gruppo di bavosi genitori nei confronti di un bimbo di 12 anni, che aveva il solo torto di giocare contro i loro figli, di pura razza ariana, anzi padana, visto che l’incontro si giocava in un piccolo paese del trevigiano, un feudo delle camicie verdi.

“Troia nera “, con l’aggiunta di qualche sputo, hanno urlato alcuni tifosi, che pensavano così di sostenere la loro squadra di basket, a una giocatrice di colore della squadra avversaria.

“Ricchioni di merda”, e giù botte: questo invece è accaduto in alcune città ai danni di ragazze e di ragazzi omosessuali che, per il solo fatto di esistere, infastidiscono le maggioranze, i benpensanti, quelli che odiano la diversità in quanto tale, perchè non la capiscono, ne hanno paura, rispondono con l’unico linguaggio che conoscono: quello della volgarità verbale e fisica.

Del resto sono i figli legittimi di quei politici e di quei rappresentanti  delle istituzioni che raccontano barzellette sporche, che impongono il bacio alla statuetta fallica, che invocano le fucilate contro i disperati che arrivano con i barconi, che vorrebbero imporre una dittatura delle maggioranze contro le minoranze di qualsiasi tipo e natura. Questi neo squadristi sono i medesimi che invocano per sé il rispetto della privacy, la libertà di far quello che si vuole, persino il diritto alla licenza e all’arbitrio, ma non possono tollerare che altri vogliano vivere serenamente e semplicemente le proprie differenze, perché, per loro, esiste solo e soltanto il diritto delle presunte maggioranze e l’obbligo per gli altri di conformarsi al pensiero unico dominante.

Ci fa piacere che molti abbiano sentito il bisogno di solidarizzare con Paola Concia e Ileana Argentin, ma la storia non avrà mai fine sino a quando non riusciremo a disarmare i lanciatori di m…, anzi forse  sarà il caso di lanciare una proposta di legge, magari di iniziativa popolare, per obbligare costoro a girare con paletta e secchiello e a raccogliere la m… che vorrebbero tirare contro gli altri. Anzi, già che si trovano,  potrebbero anche smaltirla spalmandosela sulla faccia, sarebbe una giusta e dantesca punizione per chi, da troppo tempo, ha scelto di inquinare le vite degli altri.

Il prossimo 25 aprile, festa della Liberazione, dedichiamolo anche alla liberazione delle minoranze. Non a caso i nazifascisti riempirono i lager e i campi di concentramento di ebrei, comunisti ed omosessuali. Sarà il caso di non distrarsi!