Non si posa il polverone della polemica sollevatosi a Bologna attorno alle celebrazioni della liberazione della città (21 aprile 1945) che ieri in piazza Maggiore hanno visto presente un solo candidato a sindaco: il leghista sostenuto anche dal Pdl Manes Bernardini. A intervenire oggi, gridando al “falso storico” è il candidato civico Angelo Maria Carcano che spiega di non essere andato alla commemorazione perché “Bologna non è stata liberata il 21 aprile dagli americani che quel giorno si limitarono ad una bella sfilata di mezzi militari per le vie di una città in cui non c’era più nemmeno un tedesco”. “Bologna – sottolinea l’avvocato sostenuto dalla Uil – fu liberata due giorni prima, il 19, dai partigiani che la riconquistarono col ferro col fuoco e col sangue”. “La storia è questa. Il 21 aprile fu una parata in onore degli americani – prosegue Carcano – come avvenne a Roma e in tante altre città d’Italia dove dovevano apparire solo gli alleati come nostri liberatori, ed ai partigiani non fu riconosciuto il vero merito”.

“Che a Bologna non ci fosse più nemmeno un tedesco da due giorni è testimoniato dall’accordo con l’esercito americano, che siglò a Ginevra il generale tedesco delle SS Karl Friedrich Otto Wolff, – precisa il candidato – comandante in capo della Wermacht in Italia, in base al quale ai tedeschi fu concesso di ritirarsi pacificamente dall’Italia, accordo stipulato a completa insaputa del Comitato di Liberazione Nazionale, che fu costretto solo a prenderne atto. Mussolini infatti fu arrestato a bordo di un camion tedesco che stava rientrando in Germania”. Insomma Carcano spiega di non essere andato in piazza ieri perché non è quella “la data giusta”. L’avvocato sarà invece presente alle celebrazioni del 25 Aprile “quale festa nazionale deputata alla commemorazione e al ricordo di un evento di portata nazionale che accomuna tutti gli italiani, di qualsiasi fede politica e che deve rappresentare per i giovani un momento di riflessione e di gratitudine per la grande libertà che oggi caratterizza il nostro Paese”.

Un tentativo un po’ goffo, quello di Carcano, per rimediare a un’assenza, sua e degli altri candidati, che ha pesato. Trasformarsi in storico-per-caso non gli evita le critiche. E fino a prova contraria Bologna venne liberata il 21 aprile.