Corsi e ricorsi storici. Per risolvere i problemi del matrimonio che “non s’ha da fare”, Renzo e Lucia si rivolgevano, nei Promessi sposi, al religioso di fiducia. Un uomo senza timori pronto a sfidare la legge del più forte. E a ben guardare la situazione di oggi, questa soluzione è valida più che mai. Specialmente in Inghilterra. E poco importa che invece di Renzo e Lucia ci siano Margareth e Mohammed, e che la legge da sfidare in questo caso sia quella prevista dalla legislazione inglese: se pur di ottenere il permesso di soggiorno la soluzione è il matrimonio taroccato, qualche coraggioso disposto a celebrare un matrimonio “che non s’avrebbe da fare” lo si trova sempre. Basta pagare. E nell’inghilterra protestante dove storicamente il denaro non è necessariamente peccato queste possono essere “parole sante”.

A Londra infatti due pastori luterani sono stati arrestati dall’Immigration Office con l’accusa di aver celebrato matrimoni combinati, il cui unico scopo era ottenere la regolarizzazione dei documenti di uno degli sposi. Qualche caso sporadico? Sembrerebbe di no, visto che il reverendo Brian Shipsides e il reverendo Elwon John sono stati appena rinviati a giudizio dal Crown Prosecution Service (l’ente inglese non ministeriale che autorizza le incriminazioni e formula i capi d’imputazione) con l’accusa di aver celebrato più di 200 matrimoni combinati. Un vero e proprio matrimonificio in attivo dal dicembre 2007 al luglio 2010, da appurare se operato in “buona fede”, per compassione umana o per fini di lucro.

In un momento in cui l’Europa vive la fuga di migliaia di rifugiati nordafricani come una minaccia e Cameron annuncia una stretta sull’immigrazione, il caso apre nuove polemiche in tema di accoglienza e di posizioni politiche, anche da parte delle chiese cristiane. Un tema che, al di la delle sfumature paradossali che può assumere, propone una nuova sfaccettatura del problema immigrazione in Europa, rievocando situazioni di italiana memoria.

Non è una novità infatti che nel Belpaese esista da tempo un vero e proprio mercato del matrimonio a fini di regolarizzazione, con tanto di prezzi ormai piuttosto definiti. In Italia un matrimonio fatto ad hoc per regolarizzare uno dei coniugi stranieri costa dai 3 ai 10 mila euro. Poi ci sono dei distinguo con qualche sfumatura. Nel centro Italia, ad esempio, le cronache hanno riportato la tipologia del “matrimonio con la badante”, con protagonisti gli ottuagenari umbri e toscani da una parte e le donne provenienti prevalentemente dall’est Europa dall’altra. In Sicilia lo scorso settembre due donne italiane sono state accusate di “poligamia”, risultando sposate, rispettivamente, con due e tre cittadini marocchini.

Prima dei due pastori protestanti, un altro sacerdote, padre A. Brown, è stato condannato dalla giustizia inglese per aver celebrato da solo ben 383 matrimoni combinati, pur essendo al corrente del pagamento di 3.000 sterline da parte di molte donne nigeriane nei confronti dei mariti d’occasione. I reverendi Shipsides e John, entrambi officianti preso la chiesa di All Saints nella zona di Forest Gate a sud est di Londra, si sono invece presentati davanti al giudice per la prima volta lo scorso 25 marzo e sono stati incriminati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che prevede fino a 14 anni di carcere.

di Simone Proietti, giornalista italiano a Londra