Mi si perdoni il chiasmo del titolo, ma la tentazione era troppo forte. Il chiasmo è quella figura retorica che dispone due coppie di termini, o di frasi, in modo che si corrispondano tra loro per assonanza o per significato, formando un incrocio.

Da buon ragioniere io mi ricordo sempre e solo quello che citano dappertutto, l’inizio de L’Orlando Furioso: “le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto”.

E quindi cos’hanno in comune Sodoma Hollywood Coppola Cota?

(Di questa faccenda del chiasmo i leghisti, se la capiscono, non saranno tanto contenti).

Hanno in comune il comune. Altro gioco di parole piuttosto banale, ma a scrivere i post mentre viaggio sulla metro non mi viene di meglio.

Dicevo che Sodoma Hollywood Coppola Cota hanno come denominatore comune il comune di Torino e la volata elettorale finale.

Da Sodoma a Hollywod, infatti, è il “titolo” del Festival del cinema gay (per l’esattezza Torino GLBT Film Festival) che tra pochi giorni apre la sua ventiseiesima edizione nell’urbe sabauda, e in queste ultime settimane di campagna elettorale Michele Coppola, il candidato sindaco del centrodestra, con quel suo nome così hollywoodiano (ecco il primo dei due incroci del chiasmo), ha pensato bene di fare una bella mossa di propaganda celoduristica, che sicuramente piace tanto al Governatore della Regione Piemonte Cota e al suo viril elettorato.

Ovvero: in qualità di assessore alla cultura ha tolto il patrocinio della Regione al Festival del cinema gay. Poi ha anche dichiarato che non era il caso di fare tante storie per una roba così, che tanto i soldi della Regione al Festival arrivano lo stesso, perché è finanziato dal Museo Nazionale del Cinema che a sua volta viene finanziato dalla Regione.

E allora, dove andiamo a parare in questa kermesse elettoral-cinematografica?

(Tra l’altro, per rimanere in tema, i manifesti elettorali di Fassino che tappezzano la città giocano con l’eastwoodiano titolo: Gran Torino)

Dove andiamo a parare, dicevo. Niente di originale: replichiamo su scala locale l’ipocrisia, l’arroganza, l’ignoranza e i diritti di veto nazionali della Lega. Punto.

Se non altro è probabile che il centrodestra da queste parti non vincerà, e sindaco dovrebbe diventare quell’outsider della politica di Fassino

Mi sa che è meglio andare al cinema.