Fare informazione indipendente dà fastidio, non c’è dubbio. Non lavorare con una tesi precostituita da dover precuocere e imboccare ai propri lettori, non sottostare a logiche di potere, non dover rispondere a nessun partito politico, sono tutti privilegi che noi ci siamo conquistati con il progetto Current Tv e che continuiamo a usare per informare chiunque ci vorrà continuare a seguire.

Il nostro obiettivo è informare, non convincere. Mostrare i fatti, far sentire le opinioni – le più differenti – lasciando che sia il pubblico, una volta digerita l’informazione, a formarsi autonomamente la propria opinione. Questo il principio che guida tutte le nostre scelte.

Quando cominciammo a programmare Marco Travaglio (nell’agosto 2010) ci piovvero addosso un mare di critiche per aver messo in palinsesto un personaggio dichiaratamente antiberlusconiano definito antipatico, arrogante, fazioso e parziale. Il Giornale e Libero ci hanno distrutto per questo (anche con titoli in prima pagina) definendoci “la Tv con il più alto tasso di antiberlusconismo” e ancora “TeleTravaglio”. Il risultato è stato un grande successo di pubblico: che ti piaccia o no Travaglio comunque ti informa, con un formato che rompe gli schemi televisivi. Se non vuoi vederlo cambia canale, se vuoi sentire cosa dice stai lì: ti farai poi la tua opinione in autonomia.

Una valanga di critiche ci sta piovendo addosso per aver programmato una nuova trasmissione, “Il Tritacarne”, scritto e condotto da Giuseppe Cruciani (La Zanzara). Senza neanche averla vista, centinaia di commenti ci definiscono come “traditori” per aver dato voce ad un berlusconiano, “servo del potere, arrogante, fazioso, parziale”.

Vedremo come il pubblico reagirà al programma. Lo scopriremo tra qualche mese. Ma questa è esattamente la nostra missione, e continuare a misurare una continua insofferenza per quello che facciamo è un segnale positivo – fondamentale – che ci fa andare avanti ancora più forti, ancora più convinti.

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