Nonostante le polemiche suscitate dalle sue forti dichiarazioni di pochi giorni fa sull’uso della forza contro i migranti, Roberto Castelli, viceministro per le Infrastrutture, insiste: “Prefiguravo scenari difficili a medio e lungo termine, auspicando che non si verificassero. Purtroppo i primi segnali di violenza da parte di questi immigrati si sono già verificati”, ha detto Castelli, riferendosi agli scontri a Pozzallo tra migranti e forze dell’ordine. “Ora ai pavloviani del politicamente corretto rivolgo questa domanda”, ha continuato il viceministro, “Hanno diritto gli agenti feriti, ai quali va la mia solidarietà, a difendersi anche con l’uso della forza? E se venisse messa a rischio la loro vita, cosa dovranno fare?”. Nei momenti di tensione registrati nel centro di accoglienza della provincia ragusana sono rimasti feriti un finanziere, un poliziotto, un carabinierie e tre immigrati. Trentanove persone sono fuggite, ma venti sono state fermate poco dopo. Secondo quanto raccontano i testimoni, i migranti si sarebbero innervositi a causa delle lungaggini burocratiche per le richieste di asilo.

Ma se non si fermano le polemiche interne, un passo avanti sembra invece sia stato fatto nei rapporti tra Francia e Italia riguardo alla gestione degli immigrati. La polizia francese ha lasciato passare i migranti che questa mattina hanno ritirato i permessi di soggiorno temporaneo al commissariato di Ventimiglia. La gendarmerie è salita sul treno due volte – nelle stazioni di Garavan e Mentone -, ha controllato i documenti e ha fatto proseguire i migranti verso Nizza. Tutti tranne due, che sono stati fatti scendere dal treno, perché sprovvisti del permesso.

Da stamattina alle 9.30 c’era già la coda davanti al commissariato di via Aprosio, a Ventimiglia, dove è iniziata oggi – e proseguirà per tutto il giorno – la distribuzione dei documenti. Nell’attesa, 150 migranti hanno trascorso la notte nel centro di accoglienza cittadino, mentre altri 60 hanno dormito in stazione. Insieme al permesso di soggiorno temporaneo, è stato rilasciato anche un titolo di viaggio simile al passaporto che però aveva suscitato le proteste della Francia. La minaccia d’oltralpe era di non riconoscere la sua validità.

“Appena ho il permesso parto per la Francia”, raccontavano i migranti in fila. Circa una ventina, che ha già ritirato il documento, è salita sul treno delle 13.47. “In Tunisia studiavo Filosofia, poi ho fatto la rivoluzione e sono fuggito”, racconta Sabriu, 27 anni, “Vado a Nizza perché lì vive e lavora mio zio”. L’apertura delle frontiere francesi è una notizia che si è subito diffusa anche tra i migranti in viaggio verso altre zone dell’Italia. Otto dei 160 migranti arrivati stamattina a Villafranca, in provincia di Verona, e diretti in Veneto, hanno chiesto di scendere alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova per poter raggiungere Ventimiglia. Tutti loro hanno già ritirato  i permessi di soggiorno temporanei.

“Vedremo questo pomeriggio al centro transfrontaliero di Ponte San Lodovico, se i francesi li accettano o ce li rimandano indietro”. Così il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, che oggi ha già preso tre treni in incognito: “Per capire come vanno le cose”, ha spiegato il primo cittadino, “Sono preoccupato perché sta per iniziare la stagione turistica e Ventimiglia vive in buona misura di turismo. Le voci di una città invasa dagli immigrati ci danneggiano”. E sarebbero proprio i giornali francesi, racconta il sindaco, a diffondere allarmismo sulla situazione alla frontiera da parte italiana. “Scrivono che c’è pericolo di essere scippati o derubati, e non è vero. La situazione qui è sempre tranquilla”, lamenta Scullino, che conclude: “Non è ancora chiaro per me l’atteggiamento dei francesi”, ha detto. In effetti, se appena ieri sera il ministro degli Interni d’oltralpe, Claude Gueant, dichiarava di voler procedere a “una prima riduzione” di 20mila persone delle quote di migranti, oggi un portavoce ha ribadito la disponibilità ad accogliere quanti “possiedono un titolo di soggiorno, un documento di riconoscimento, come il passaporto, e risorse sufficienti per vivere in Francia e poi tornare nel loro paese”. Ma riguardo agli arrivi di stamattina, lo stesso ministero ha dichiarato che “non risultano ingressi” di tunisini alla frontiera con l’Italia.