Il commissario Annamaria Cancellieri dice addio a Bologna con un’ultima ordinanza sulla sicurezza. Bersaglio questa volta è la vita notturna nella zona del Mercato delle Erbe, dove l’amministrazione ha fissato all’una l’ora di chiusura dei locali (con divieto di vendita di alcool e contenitori di vetro o lattina dopo le 22). Le botteghe di alimentari dovranno invece chiudere alle 19, e se vorranno restare aperti fino all’una di notte dovranno impegnarsi a “non detenere, esporre e vendere bevande alcoliche di qualsiasi gradazione”. Per chi sgarra previste multe comprese tra 300 a 500 euro.

“Le vie Belvedere e San Gervasio, che delimitano il Mercato
 delle Erbe – si legge nell’atto – nelle ore serali e notturne diventano un luogo in cui stazionano gruppi di persone che utilizzano le strade e le scale di accesso al mercato su Via Belvedere quale luogo di ritrovo, con assembramenti,
schiamazzi e altri comportamenti penalmente rilevanti che compromettono la sicurezza urbana”.

Il candidato sindaco della Lega Manes Bernardini approva l’iniziativa e coglie l’occasione per rilanciare sulla sicurezza. “Il problema è che ci sono zone di Bologna di cui abbiamo perso il controllo, questo deve farci preoccupare – sottolinea il candidato inaugurando la nuova sede in via Nazario Sauro – poi ci possono essere diverse modalità per affrontare una situazione che qui a pochi passi di notte è da far west. È il frutto – aggiunge poi Bernardini- di politiche sbagliate che non hanno garantito sicurezza ai cittadini”.

Quella di oggi contro gli schiamazzi è l’ottava ordinanza in materia di sicurezza urbana, e sarà in vigore fino ad ottobre. La Cancellieri non smentisce dunque l’immagine che la ritrae “commissario dal pugno duro” . Prima delle vie intorno al Mercato delle Erbe, infatti, l’amministrazione aveva già preso di mira la vita notturna nella zona universitaria, suggerendo ai pub di dotarsi di personale preposto alla security per limitare “assembramenti nelle vicinanze dei locali”.

Il provvedimento però dovrà fare presto i conti con la bocciatura della Consulta che ha deciso di azzerare l’intero sistema di ordinanze in materia di degrado urbano.