L'incontro tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il suo omologo britannico William Hague

Avanti con i raid finché ci saranno violenze contro i civili. E’ l’impegno assunto dai 28 alleati della Nato al Consiglio esteri di Berlino di oggi. E mentre il vertice stava volgendo al termine, i caccia dell’Alleanza atlantica hanno bombardato Tripoli. Forte esplosioni sono state udite nella zona della caserma che ospita Gheddafi, seguite da raffiche della contraerea. Il raid sulla capitale libica ha causato vittime, secondo la tv di Stato, che dopo l’attacco ha mostrato immagini del raìs in giro per le strade della città in auto. Il Colonnello appare in abito nero mentre spunta dal tettuccio di una vettura in corsa, alzando le braccia in aria in segno di trionfo. Alcune decine di cittadini seguono il veicolo o salutano il colonnello con gesti di vittoria dai bordi della strada.

Un appello alla Nato per intensificare le operazioni militari è arrivato in mattinata dai ribelli, dopo la violenta offensiva che Gheddafi ha lanciato su Misurata, dove sono stati lanciati almeno 80 missili Grad. Che, secondo gli insorti, hanno fatto 23 vittime tra i civili. La richiesta è stata fatta ai Paesi dell’Alleanza per evitare “un massacro” a Misurata.

Intanto continua il dibattito sull’opportunità di fornire armi ai ribelli. Dopo la riunione del gruppo di contatto di ieri in Qatar (leggi la cronaca del 13 aprile), è arrivato il no della Francia alla richiesta degli insorti. Nel pomeriggio è intervenuto sulla questione anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che al termine dell’incontro di Berlino ha detto di escludere la “fornitura di armi pesanti. C’è invece una riflessione in corso sulla possibilità di un sostegno di tipo militare, ma non letale, come strumenti di telecomunicazioni, veicoli, attrezzatura per la visione notturna” per consentire una maggiore autodifesa. Visto che, secondo Frattini, ”nelle ultime due settimane solo a Misurata sono morti almeno 250 civili”. Sulla possibilità che l’Italia partecipi ai bombardamenti, il ministro ha detto: “Sarà presa una decisione collegiale nel Consiglio dei ministri, ma vi è riluttanza”. Le parole del ministro arrivano dopo quelle rilasciate al Sole 24 ore: “L’Italia ha chiesto scusa al popolo libico per gli orrori compiuti nel periodo di colonizzazione fascista, quindi se provocasse vittime civili in eventuali bombardamenti sarebbe un fatto gravissimo”. Ma i nostri aerei attaccheranno o no? “Domani – risponde il titolare della Farnesina – il presidente del Cnt Mustafa Abdul Jalil sarà a Roma, ricevuto dal presidente Napolitano e da Berlusconi. Se i libici ci daranno argomenti forti vedremo. Lo deciderà il governo, ma su qualsiasi cambiamento sarebbe necessario un dibattito parlamentare e un consenso ampio”.

Oggi contro le operazioni militari della Nato si è schierato il gruppo dei Brics, i principali Paesi emergenti (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), che si sono dichiarati contrari all’“uso della forza” per risolvere la crisi e hanno criticato i bombardamenti della Nato.