“Non vogliamo che la Val Bidente diventi la Lampedusa della Romagna: nessun Comune della vallata può dare ospitalità agli immigrati nord africani”. La gestione dei profughi non smette di agitare il conflitto politico. A gridare battaglia al piano varato dal ministero dell’Interno, di concerto con i presidenti delle regioni, sono proprio gli esponenti dei partiti di maggioranza, Pdl e Lega Nord, della Romagna. Che però esonerano il governo da ogni responsabilità.

A poche ore dalla presentazione in viale Aldo Moro del programma regionale per l’accoglienza, si è scatenato un fitto botta e risposta tra centrodestra e centrosinistra di Forlì . “Si vocifera – ha precisato il consigliere regionale del Pdl Luca Bartolini – che nel piano di accoglienza straordinaria, gestito dagli enti locali e non dalla Prefettura, Santa Sofia starebbe valutando la disponibilità di ospitare profughi addirittura nell’ex casa di riposo. Se ciò si dovesse verificare – ha detto ancora – noi siamo pronti a lottare con tutti i mezzi affinché non accada“.

Con lui anche i colleghi di partito dei comuni bidentini, Francesco Samorani di Civitella, Gianluca Bonavita di Galeata e Maurizio Grifoni di Santa Sofia. Secondo i berlusconiani “la motivazione è semplice: non è possibile ospitare altri stranieri in un territorio dove la concentrazione di immigrati è la più alta d’Italia. La Val Bidente ha già pagato a caro prezzo l’accoglienza di extracomunitari di ogni nazione, se ne dovessero arrivare altri si andrebbe a destabilizzare ogni regola del vivere civile”.

Pronta la risposta del centrosinistra, che invita Bartolini e i suoi a prendersela con Roma: “L’emergenza umanitaria – hanno fatto sapere in una nota congiunta il segretario del Pd forlivese Marco di Maio e i consiglieri regionali Tiziano Alessandrini e Thomas Casadei – è stata determinata non dagli amministratori forlivesi, ma dai pasticci di questo Governo che ha fallito clamorosamente in termini di gestione dei flussi migratori”. Accuse che pochi minuti dopo Bartolini rispedisce al mittente: “Per scegliere i siti dove ospitare i profughi la palla l’hanno in mano gli enti locali, non la Prefettura o il Governo. Se il Pd avesse più contatti con il territorio saprebbe di quali problemi stiamo parlando”.

E se la Lega Nord bolognese finora dimostra cautela, a rincarare la dose ci pensano gli esponenti del Carroccio romagnolo, con Gianluca Pini, deputato e segretario della Lega Nord Romagna, che definisce il piano mostrato oggi da Errani “uno sfregio alle tre provincie romagnole, poiché non tiene conto della delicata situazione dovuta alla stagione turistica alle porte”. Anche Pini sottolinea l’estraneità del ministro: “Il Pd la smetta di affossare la colpa degli eventuali trasferimenti al Governo, perché il Governo – rimarca Pini nella sua nota- non aveva e non ha nessuna intenzione di coinvolgere la Romagna nell’emergenza clandestini”.

Lo scambio di accuse si conclude di nuovo con le dichiarazioni del democratico Alessandrini “Non risulta che il ministro Maroni abbia escluso la Romagna che, per fortuna, non ha subito la tragedia dell’Abruzzo. Come sempre il suo partito dice una cosa a Roma e ne racconta un’altra sul territorio”.

Intanto nelle prossime 48 ore, la gestione del piano per l’accoglienza dei profughi passerà interamente nelle mani della Protezione Civile. È attesa per domani infatti l’approvazione da parte dei presidenti delle regioni di un’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che delega i poteri al capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, che assumerà così il ruolo di commissario delegato. La palla va quindi dal ministero dell’Interno alla diverse agenzie regionali della Protezione Civile, subordinate al coordinamento del prefetto Gabrielli.