La Lega, in Emilia Romagna, si spacca sull’arrivo dei profughi.  Due fronti con posizioni distanti anni luce: quelli del fora dai ball e i responsabili, quelli che si, non li vorremmo, ma per dovere istituzionale dobbiamo. Un problema che mette a serio rischio l’equilibrio dentro al partito anche perché c’è una base alla quale rispondere. Lo sa bene l’onorevole Roberto Pini, segretario federale della Romagna, che da giorni va ripetendo che no, in Riviera non passerà lo straniero. Più cauto invece il suo collega emiliano Alessandri, che sposa la tesi più istituzionale dettata dal governo, in particolare da  Maroni. Un caos, insomma, dove addirittura non trovano una linea unitaria neppure il segretario romagnolo del partito e quello emiliano.

Ma l’ultima trovata, in termini di fantasia,  arriva da un consigliere provinciale della Lega a Modena, Stefano Corti, che vorrebbe i migranti ai lavori forzati. Picconi e pale per agevolare l’integrazione temporanea dei profughi tra gli abitanti di Montefiorino, piccolo comune di 2600 dove Corti siede anche in consigliere comunale. “Appena si saranno riposati e rifocillati – ha detto il leghista dopo aver saputo dell’arrivo a Montefiorino di due profughi – per agevolare l’integrazione temporanea dei due offriremo loro la possibilità di rendersi utili alla comunità, gli forniremo pala e piccone per partecipare all’ultimazione dei lavori di restauro della rocca”. Un lavoro che gli permetterebbe di guadagnarsi vitto e alloggio a Montefiorino, in attesa del loro “rapido”, sottolinea Corti, trasferimento altrove. “Gli forniremo assistenza geografica – afferma- affinché, se lo desiderano, si possano trasferire rapidamente in Francia e Germania”.

Secondo il consigliere con delega alle Tradizioni e Identità lo status di rifugiati non impedirebbe ai due di guadagnarsi la permanenza nella cittadina montana. Al piccolo comune, secondo le ripartizioni approvate dalla riunione dei sindaci del distretto di Sassuolo sono toccati due profughi, “ma con la logica proporzionale – spiega Corti – ce ne sarebbe toccato uno”. La proposta di Montefiorino, infatti, è stata quella di assegnare i profughi in base al criterio di densità demografica, che avrebbe portato ad assegnare un profugo ogni 3000 abitanti. “Questa proposta è stata bocciata dai comuni del centrosinistra – afferma Corti – che come al solito si fanno belli dietro affermazioni di solidarietà e poi scaricano gli oneri sugli altri”. “Non commento le dichiarazioni di Corti – ha dichiarato Manes Bernardini, candidato sindaco della Lega Nord a Bologna e consigliere regionale. “Non lo conosco, e prima di esprimere un giudizio voglio parlare con lui”. Secondo Bernardini le proteste sul territorio della Lega non sono contro l’operato del ministro Maroni, leghista a sua volta, ma contro l’indifferenza dei paesi europei. “Siamo stati lasciati soli a gestire questa emergenza – ha dichiarato Bernardini – e mentre gli altri paesi non si assumono le proprie responsabilità noi dobbiamo fronteggiare tutto questo”.

A difendere l’operato di Maroni c’è poi Angelo Alessandri, deputato e segretario della Lega Nord Emilia. “Con Casini o D’Alema al governo in questa situazione avremo sicuramente un’invasione senza regole”, attacca Alessandri, “mentre il governo ed il ministro dell’Interno Maroni stanno affrontando l’emergenza dei profughi in modo serio, con decisione e grande responsabilità”, Il numero uno della Lega Nord regionale se la prende poi con Pierferdinando Casini, che in mattinata aveva chiesto a Maroni di “mandare a Bologna non solo gli immigrati ma anche i soldi”.

“Casini punti il dito piuttosto contro chi ha riempito negli ultimi anni Bologna di kebab – ha scritto Alessandri in una nota – Guazzaloca compreso”. Per il deputato leghista con la Lega Nord al timone sotto le due Torri “chi non ha lavoro capirà che a Bologna non c’è posto”. E se ci saranno posti di lavoro andranno prima ai nostri giovani e alla nostra gente”,

Nessun profugo in Romagna e in particolare a Milano Marittima, sul litorale ravennate. E’ quanto, invece, attraverso una nota, hanno promesso Gianluca Pini, segretario nazionale della Lega Nord Romagna, e Rudi Capucci, candidato a Ravenna alle elezioni provinciali per Lega-Pdl.

“Dopo avere recepito tutta la comprensibile preoccupazione delle associazioni di categoria e degli operatori del settore del turismo della nostra costa in merito a voci su un campo profughi nella ex colonia Varese di Milano Marittima – hanno sottolineato – smentiamo qualsiasi voce di apertura di campi di questo genere in Romagna e in particolare sul nostro litorale. Alle porte di una preziosa e strategica stagione balneare fare del terrorismo di questo genere, peraltro falso e infondato, per soli scopi elettorali e di profitto politico di parte è deprecabile e inaccettabile”.