Cercavano la rissa. Erano ubriachi. Hanno iniziato così. E alla fine ci è scappato il morto. Ucciso a calci e pugni perché si era messo di mezzo per difendere suo figlio. Lui la vittima. Mentre i carnefici, sostengono gli investigatori, è un gruppo di quattro romeni fermati nel pomeriggio di oggi. Questo l’incipit di una storia nerissima che ieri notte ha sconvolto il paesino di Torri, pochi chilometri da Ventimiglia. Secondo una prima sommaria ricostruzione Walter Allavena, 53 anni, è stato accerchiato dal branco che prima aveva molestato il figlio ventenne, ed è stato picchiato brutalmente. Gli uomini della squadra mobile e quelli del commissariato di Ventimiglia stanno interrogando un gruppo di romeni, sospettati di essere gli autori del pestaggio mortale. Tutto sarebbe iniziato quando il figlio della vittima, che si trovava in compagnia di alcuni amici, ha avuto una discussione – sembra a causa di un cane – con alcuni giovani romeni. Tra i ragazzi ci sarebbe stata una piccola rissa, ma poi si sarebbero allontanati. Gli immigrati tuttavia sarebbero tornati indietro fino a pochi metri da casa di Allavena, dove avrebbero rintracciato il ragazzo picchiandolo. Il padre del giovane sentendo le urla è uscito dall’abitazione ed è intervenuto per sedare il pestaggio. E’ a quel punto che gli immigrati si sarebbero accaniti contro l’uomo.

I fermati

Quattro i romeni fermati con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Sono Ciprian Marius Meuret, 32 anni; Bordano Andrei Mihut, 23; Aredelean Mihai, 19; e Sebastian Aureliano Mereut, 37, tutti residenti nella zona di Ventimiglia. Ora, sarà l’esito dell’autopsia, che verrà fissata domani dal pm marco Zocco, a chiarire le cause del decesso.

Le testimonianze

”Sono arrivati in gruppo ieri sera verso le 23,30 mentre eravamo ad una festa di paese. Volevano attaccar briga. Erano ubriachi. Volevano toccare il nostro cane che si è spaventato e per questo uno di noi lo ha preso in braccio. Poi hanno iniziato a picchiarci. Ce l’avevano soprattutto con Claudio, il figlio di Walter”. All’uscita dal commissariato a parlare è Luigi, uno degli amici di Claudio Allavena. “Il papà di Claudio è sceso e allora sono andati addosso a lui e lo hanno picchiato”, conclude Luigi. “Ho sentito le urla e mi sono precipitato per vedere cosa fosse successo, ma quando sono arrivato il corpo di mio cognato era già steso a terra”: questa è invece la testimonianza di un parente della vittima, Sergio Cortese. “Erano ubriachi e non sono del paese. Ho saputo che già la settimana scorsa dei romeni avrebbero avuto dei battibecchi con mio nipote Claudio e Walter stanotte era intervenuto per portarlo via”. Tra le altre voci anche quella di Flavio Dario, intervenuto più volte per cercare di sedare la rissa “ho visto che picchiavano selvaggiamente Walter con calci e pugni. Non si fermavano. Walter è caduto a terra. Ho chiamato il 118 ed ho cercato di rianimarlo seguendo le loro indicazioni, ma non c’è stato niente da fare”. Intanto tra gli abitanti di Torri, un borgo medievale di duecento anime, a pochi chilometri da Ventimiglia, c’è sgomento per quanto accaduto. In molti stamani sono arrivati davanti all’ “Osteria del nonno”, il locale dove era in corso la festa e fuori dal quale è iniziata l’aggressione che si è conclusa ad un centinaio di metri, sotto l’abitazione degli Allavena.

Il sindaco: qui i romeni sono integrati

”Sono episodi che pensi accadano solo altrove, e invece poi succedono proprio nella tua città”: sono le parole del sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino che conosceva personalmente la vittima. “Walter era davvero una brava persona – afferma – sempre disponibile, tranquillo. Impegnato nel sociale e per la sua comunità. Questa è una tragedia, sono vicino alla sua famiglia”. Il sindaco sottolinea come la comunità romena viva da anni in città e spesso la domenica si riunisca in un’area sportiva a Calvo, paese a pochi chilometri da Torri, il borgo dove stanotte si è consumata l’aggressione mortale. “Sono inseriti – conclude – lavorano, ma spesso bevono e questo è un problema, perché diventano violenti, ma fatti così gravi non si erano mai verificati”.