L'ex sindaco di Caserta Gigi Falco

Comunque vada a finire, vincerà il centrodestra. Bisognerà infatti solo stabilire se la parte vincente di questa coalizione sarà quella odierna o quella di ieri. Ma i berlusconiani all’ombra della reggia vanvitelliana hanno già vinto le comunali di Caserta città dove si andrà alle urne il 15 e 16 maggio dopo la deludentissima esperienza dell’ingegnere Nicodemo Petteruti, a capo di un’amministrazione di centrosinistra spirata per sfiducia con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato.

Ai nastri di partenza, infatti, i candidati più quotati sono uomini di centrodestra. A cominciare dall’ex sindaco di Forza Italia Gigi Falco che,  forte di due consiliature consecutive alle spalle, è sceso nuovamente in campo con l’appoggio di qualche lista civica, di Futuro e Libertà, della Lega Italia dell’ex avvocato del Cavaliere Carlo Taormina (che si candida a sindaco di Napoli) e dell’Api del segretario provinciale Piero Squeglia, ex presidente della Provincia ed ex parlamentare dell’allora Margherita. Contro di lui, il Pdl ufficiale – con l’aggiunta in zona Cesarini dell’Udc del presidente della Provincia Mimì Zinzi– candida Pio Del Gaudio, l’ex alleanzino più volte consigliere comunale, che fu assessore comunale proprio con Falco. A cui è legato anche da una vaga parentela familiare.

Non fa molto meglio neanche il centrosinistra che punta alla fascia tricolore con l’avvocato Carlo Marino vincitore delle primarie del Pd. Ma neanche il noto civilista è un volto nuovo della politica casertana: nella seconda giunta di centrodestra targata Gigi Falco fu potente assessore ai Lavori Pubblici. Tanto che, nell’immaginario collettivo quella esperienza amministrativa viene ricordata con il binomio Falco-Marino. Poi l’ex primo cittadino andò a caccia nelle pampas argentine, e mentre sparava fu a sua volta impallinato in aula. E Marino cambiò strada politica aderendo all’Italia di Mezzo e poi al Pd, condividendo il cammino con l’attuale deputato casertano democratico Stefano Graziano, suo principale sponsor per la nomination a sindaco di Caserta.

Dato il parterre, Gigi Falco ha facile gioco a infierire politicamente su i suoi competitori: “Credo proprio che Caserta dovendo scegliere tra il sottoscritto e le sue copie – spiega – opterà per me che, almeno, sono l’originale. E che in tutte le cose che ho fatto ho sempre messo la mia faccia e il mio nome. Sono affettuosamente legato a Pio Del Gaudio e a Carlo Marino che, quando hanno iniziato a svolgere attività politica comunale con me indossavano quasi ancora le braghe corte, ma sono curioso di ciò che diranno ai casertani. Insomma, mi domando e dico: come faranno a criticare e a prendere le distanze dal passato visto che tutte le delibere più significative della mia seconda consiliatura arrecano anche le loro firme? Ed allora, ma di quale nuovismo vogliamo parlare?”

L’unica candidatura che non può essere riportata al centrodestra è quella dell’ex preside della Facoltà di Scienze Nicola Melone che corre per “Speranza casertana”, sezione locale del movimento Speranza Provinciale – già presente alle ultime provinciali – di cui ispiratore è l’ex deputato progressista Sergio Tanzarella, da sempre vicino alle posizioni del vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro. “Siamo alla farsa – afferma l’intellettuale vincitore di diversi premi nazionali di saggistica cattolica – in quanto, con l’eccezione del nostro candidato, gli altri sono tutti di matrice di destra. E tutti e tre, Del Gaudio, Falco e Marino, riconducibili in qualche modo all’ex sottosegretario Nicola Cosentino di cui, da poco, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere è iniziato il processo che lo vede imputato di camorra. Che altro aggiungere, se non che la candidatura dell’avvocato Marino per il Pd è la avvilente cartina tornasole di un centrosinistra allo sbando e senza reali prospettive politiche di rinascita dopo il clamoroso fallimento della giunta Petteruti, che al suo interno già aveva collezionato ex assessori ed ex consiglieri comunali tra i più vicini a Falco?”

di Mario Tudisco