L’annuncio dell’imminente arrivo dei profughi in Emilia Romagna, previsto per martedì, si è trasformato in un acceso scontro politico, anche e soprattutto visto l’avvicinarsi delle elezioni amministrative che si terranno a Bologna, Rimini e Ravenna. A poco è servito l’appello lanciato dal presidente della Regione Vasco Errani dal suo sito Internet dove,  in un corsivo Errani, dopo aver confermato l’impegno dell’Emilia Romagna ad accogliere 1500 profughi, aveva chiesto che “i linguaggi, le dichiarazioni e le tentazioni di fare campagna elettorale si adeguassero alla gravità della situazione”.

Sotto le due Torri arriveranno 300 profughi, che potranno diventare 800 nelle successive fasi. Il vicario episcopale Antonio Allori ha confermato la disponibilità di Villa Pallavicini a Borgo Panigale, ma la maggior parte dei profughi potrebbe essere accolta nell’ex caserma di Prati di Caprara. “Quel posto non è la soluzione giusta”, ha affermato il deputato finiano Enzo Raisi, “è stato già sgomberato in passato e non ha senso riutilizzarlo. Bisogna contrastare questa crisi umanitaria – ha aggiunto Raisi  – ma anche tenendo conto le esigenze dei residenti”. Il deputato finiano si è poi scagliato contro la Lega Nord, ed il candidato sindaco Manes Bernardini. “E’ facile fare demagogia e populismo dicendo fora di bal”, è la provocazione di Raisi. “Ma vorrei sapere dal candidato sindaco cosa ne pensa dell’accoglienza dei profughi, visto che è un regalo a Bologna fatto da un ministro leghista”.

“Non commento neanche le parole di Raisi”, è stata la replica di Bernardini, “perché parla senza sapere quello che sta succedendo”. “Sarei il primo a non volere l’arrivo dei migranti, ma è un’emergenza umanitaria e dobbiamo fare quello che c’è da fare”. “Il ministro Maroni sta facendo il suo lavoro, ed è giusto che la Lega protesti in quei territori, come Modena, in cui già c’è un’emergenza immigrazione”.

Toni accesi anche in Romagna, dove il deputato della Lega Nord Gianluca Pini ha affermato che, dopo aver parlato con il ministro Maroni, “nelle tre province romagnole non arriveranno profughi”. “Pini racconta delle balle gigantesche”, è stata la replica del deputato Pd Massimo Marchignoli.

I primi no ai piani di provincia e regione sono arrivati anche dai comuni del Modenese, dopo che il vicepresidente della provincia Mario Galli ha diffuso i dati della ripartizione dei 230 profughi destinati a Modena nei vari territori. 61 nel distretto di Modena, 34 in quello di Carpi, 24 tra Mirandola e Vignola, 14 nei comuni del distretto di Pavullo, 24 in quello di Castelfranco e 39 richiedenti asilo destinati agli otto comuni del territorio di Sassuolo.

E proprio il sindaco di Sassuolo, Luca Caselli, ha opposto la sua resistenza. “L’arrivo dei profughi si farà solo se tutti i comuni del distretto di Sassuolo saranno d’accordo, in modo da accoglierne 5 a testa. Altrimenti non se ne fa niente”, ha dichiarato Caselli. Il sindaco, che già nei giorni scorsi aveva ribadito il suo no all’accoglienza, sarebbe disposto a cedere solo in caso di unanimità decisionale nell’assemblea convocata con i comuni del distretto il prossimo lunedì. Non arriveranno profughi, invece, a Montefiorino, sito inserito nella lista della Protezione Civile ma graziato, ha affermato il vicepresidente Galli, “per salvaguardale la stagione turistica”.

Nel comune di Montefiorino era stato individuato un ostello, completamente ristrutturato e vuoto, in grado di accogliere fino a 40 profughi. Ma già nei giorni scorsi erano iniziate le proteste degli abitanti del luogo, e della Lega Nord. Gazebi, petizioni e moduli pieni di firme erano già pronti per essere spediti al Comune, prima che Montefiorino fosse depennato dalla lista dei siti di accoglienza.

Tra le strutture che ospiteranno i profughi ci sono anche appartamenti vuoti a Carpi gestiti dalla Caritas, “ma tutto dipende dalle esigenze e dalle richieste”, ha spiegato Stefano Facchini, direttore della Caritas di Carpi. “Abbiamo proposto di ospitare famiglie, donne e bambini, ma per ora la richiesta è solo per uomini”, dice Facchini, “ eda queste condizioni noi non ci siamo”.

“A Ferrara i profughi saranno ospitati inizialmente in una struttura di raccolta”, ha dichiarato la presidente della provincia Marcella Zappaterra, “per poi essere trasferitti in strutture di accoglienza come agriturismi, alberghi che hanno aderito e appartamenti della Caritas”. La struttura di raccolta sarà quasi sicuramente l’ex scuola di Casaglia, dove potranno essere ospitati fino a 50 profughi, sui 120 previsti per la prima fase del piano di emergenza.