L’universo del precariato scende in piazza. Anche a Bologna, come negli altri capoluoghi d’Italia. Circa 600 persone, tra ricercatori, studenti, giornalisti, operatori dei call center, giovani e meno giovani disoccupati o con contratti a tempo determinato hanno sfilato per le strade del centro. Età media trent’anni. Alla testa del corteo il motto ufficiale della manifestazione “Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”.

Dietro lo striscione giallo, però, i cartelli sono decine. Da “Non vogliamo il principe azzurro ma il reddito minimo garantito” a “Non voglio scappare ma essere libero di andare”. Il messaggio è semplice: rivendicare il diritto a vivere il presente per poter guardare anche il futuro: “Oggi siamo usciti allo scoperto – grida al megafono una ragazza – proprio noi che non possiamo permetterci di andare al cinema o di mangiare una pizza”.

Tanti i precari dell’università. Tra loro anche i ricercatori dell’Osservatorio Astronomico bolognese preoccupati per le ripercussioni della legge Gelmini : “Questa riforma ci ha levato ogni speranza di avere un futuro – denuncia uno di loro – scompariranno i ricercatori a tempo indeterminato e finora non sono previsti nuovi concorsi”. L’Inaf, l’ente per il quale lavorano, ha circa 1000 dipendenti in tutt’Italia, di cui più 300 precari.

Accompagnato dal suono dei tamburi, il serpentone si è mosso alle 18 da Piazza san Francesco, ha fatto tappa in Piazza Maggiore tra gli sguardi incuriositi dei turisti, per ritornare al punto di partenza, dove fino alle 23 sono in programma diversi concerti di gruppi rock bolognesi.

Presenti alla manifestazione anche il segretario generale della Cgil di Bologna Danilo Gruppi, Maurizio Cevenini, Franco Grillini dell’Italia dei Valori e il leader del Pd Raffaele Donini. Come annunciato anche Virginio Merola non si è sottratto all’appuntamento, facendo anche del precariato un punto chiave del suo programma elettorale. “Sono qui per portare solidarietà a questi giovani – ha detto il candidato sindaco del centro sinistra – la politica deve saperli ascoltare, e un sindaco deve saper creare occasioni di lavoro che riconoscano il merito”. E promette: “A Bologna porteremo avanti un percorso già iniziato nella giunta Cofferati per stabilizzare quanti più lavoratori possibile nelle società partecipate dal Comune”.

g.z.