L’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte

Se di mezzo c’è Silvio Berlusconi, la costituzione delle parti civili in un processo non è per nulla scontata. Il Ruby gate insegna. E così, ieri, il ministero della Giustizia, la prima parte lesa, indicata dal pm di Milano, Maurizio Romanelli, in udienza preliminare non si è costituito parte civile per una storiaccia di rivelazione del segreto d’ufficio, avvenuta nel 2005. Si è costituito, invece, il ministero dell Eeconomia (per i reati fiscali) e Piero Fassino, ex segretario dei Ds, candidato sindaco a Torino. Eppure il ministro Angelino Alfano è il padre della legge anti intercettazioni. Ma in questo caso l’intercettazione, tra Fassino e l’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, è stata pubblicata da Il Giornale e ha fatto tanto comodo al premier. Premier che è indagato e contemporaneamente parte lesa per una presunta tentata estorsione di uno degli imputati. Ma il Cavaliere non ha denunciato né si è costituito parte civile.

“Allora abbiamo una banca?”, è la frase infelice pronunciata nell’estate 2005 da Fassino, nel periodo della tentata scalata di Unipol a Bnl. La registrazione, neppure verbalizzata e coperta da segreto, finì ad Arcore, la vigilia di natale del 2005. La portarono Paolo Berlusconi, Roberto Raffelli, ex amministratore di Rcs, una società di intercettazioni che lavorava per la procura di Milano e Fabrizio Favata, ex socio di Berlusconi junior. Ma se per Favata un premier “ affaticato”, sprofondato su una poltrona, sentito l’audio, si è ripreso immediatamente, per Raffaelli, invece, dormiva. Quindi, secondo l’accusa, di fronte a testimonianze contraddittorie per il Cavaliere non può che esserci la richiesta di archiviazione.

A rappresentare Fassino, “ soggetto danneggiato” e mai indagato, c’era il professor Carlo Federico Grosso che ha parlato di una esplosione mediatica contro l’allora segretario del maggiore partito di opposizione, che lo fece apparire come il responsabile della stagione dei furbetti del quartierino. Ieri sono state avanzate anche due richieste di patteggiamento. Quella di Raffaelli, un anno e 8 mesi e quella del commercialista Eugenio Petessi, un anno e 4 mesi. Favata, invece, probabilmente accederà al rito abbreviato. Per le sue presunte tentate estorsioni ed estorsioni sono parti lese i fratelli Berlusconi e Raffaelli. Nessuno si è costituito parte civile. Quanto a Paolo Berlusconi, per un difetto di notifica della procura, la sua posizione è stata stralciata, ma potrebbe essere riunificata all’udienza successiva, il 3 giugno. Il gup Donadeo dovrebbe esprimersi sull’archiviazione per Silvio Berlusconi.