Bologna come Chicago anni Venti. Colpi di pistola sparati da un auto in corsa, nel centro di Bologna, così, solo per gioco. Il tutto ascoltato in diretta da un operatore dei carabinieri, grazie alla microspia installata sulla macchina dei tre malviventi. Erano le 23, 30 del 27 dicembre 2010 nella zona Cirenaica di Bologna, tra via Libia e Viale Masia. “Non sprecare colpi, sono preziosi”, afferma uno delle tre persone nell’auto in evidente stato psicofisico alterato. L’intercettazione è stata registrata nell’ambito dell’Operazione Luccio, con cui il Comando Provinciale dei Carabinieri e la Procura di Bologna hanno smantellato una delle cellule dedite all’assalto dei bancomat e delle casse continue di Bologna e province limitrofe.

Spari dall’auto nel centro di Bologna by ilfattoquotidiano.it

Le sette persone finite nella rete dei carabinieri sono stati definiti bombaroli dei bancomat, per la violenza e la potenza di fuoco con cui assaltavano e facevano esplodere i bancomat. Sette persone, tutte residenti a Bologna, per cui il pm Francesco Caleca ha richiesto la custodia cautelare con accuse di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo, ricettazione aggravata, e in alcuni casi detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi.

A finire sotto la lente degli investigatori è stata una cellula formata da 7-8 malviventi, responsabili di alcuni degli assalti ai bancomat degli ultimi mesi.

Tra i colpi riconducibili al gruppo ci sono gli assalti al bancomat dei Monte dei Paschi di Siena del centro commerciale Le Querce di Reggio Emilia, avvenuto il 9 febbraio 2011, dell’ufficio postale di Renazzo (Ferrara) il 19 febbraio 2011 e quello contro la cassa continua del Monte dei Paschi di Siena di Mirabello (Ferrara) avvenuto il 26 febbraio 2011.

La modalità di esecuzione, secondo gli inquirenti, era sempre la stessa. I malviventi sfondavano con auto rubate gli ingressi dei bancomat che facevano esplodere con un esplosivo costruito con bombole di ossigeno ed acetilene.

Le indagini sarebbero partite nel maggio 2010, dopo un tentativo di assalto ad un bancomat di Castelmaggiore sventato dai Carabinieri. Ma una svolta c’è stata dopo il tentativo di rapina a Mirabello, il 26 febbraio scorso. Durante l’esplosione del bancomat Alex Caruso rimase gravemente ferito alla testa ed i complici si diedero alla fuga su una Audi A6 grigia. Poche ore più tardi le telecamere dell’Ospedale Maggiore di Bologna ripresero alcuni uomini incappucciati mentre scaricavano Caruso abbandonandolo al pronto soccorso.

L’Audi A6 grigia è stata poi ritrovata in un garage di Granarolo, sporca di sangue e con targa e numeri di telaio alterati.

I reati contestati ai membri del gruppo, formato da Andrea Luccarini, Davide Santagata (fratello di Peter e William), Turi Oronzo, Alex Caruso,Giovanni Di Rosa, Stefano Corona e Stefano Monari, sono diversi. Per Luccarini e Monari l’accusa è di fabbricazione, detenzione e porto d’armi illegale di arma da fuoco, per l’episodio degli spari dall’auto nel centro di Bologna. Luccarini, Corona, Caruso, Turi, Santagata e Di Rosa sono poi accusati di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo al fine di condurre reato e per i tentativi di assalto ai bancomat di Reggio Emilia (solo Luccarini e Corona) Mirabello e Renazzo, per l’articolo 648 bis di ricettazione aggravata a causa della falsificazione della targa dell’Audi. Inoltre tutti gli arrestati, tranne Caruso, ferito nell’esplosione di Mirabello, sono accusati di lesioni. Per quest’ultima il pm Caleca ha richiesto gli arresti domiciliari, invece della custodia cautelare in carcere, per motivi di salute.

“Gli arrestati erano tutti pluripregiudicati”, ha affermato il pm Valter Giovannini, “ e siamo convinti che questa sia solo la prima batteria. Ce ne sono altre che devono essere assolutamente fermate”.