L'avvocato di Ruby Paola Baccardi

Il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato, nella riunione di questa mattina, di trasmettere al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione copia del fascicolo aperto in seguito alla pubblicazione di stralci delle intercettazioni telefoniche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi relative al processo sul ‘Caso Ruby’. “Preso atto – è il testo della delibera – delle notizie di stampa sulla pubblicazione di stralci di intercettazioni telefoniche del Presidente del Consiglio attinenti al processo penale apertosi il 6.4.2011 davanti al Tribunale di Milano; preso atto del comunicato stampa del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano trasmesso in data 6 aprile 2011 al vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura; preso atto che sulle predette notizie di stampa sono stati disposti accertamenti conoscitivi da parte del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione”, il Comitato di presidenza del Csm “dispone la trasmissione al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione di copia del fascicolo di Comitato n. 643/Vs/2011”.

Intanto si preannuncia combattuta a suon di eccezioni e richieste di sospensione la seconda ‘puntata’ del processo al presidente del Consiglio, imputato di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. In aula si tornerà il 31 maggio. Ma prima di allora l’avvocato costituzionalista indicato dalla Camera avrà già depositato alla Consulta il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato votato martedì scorso.

Secondo le previsioni dei più, i legali del premier, in aula, chiederanno ai giudici di sospendere il processo in attesa che la Corte decida: non non prima di ottobre l’ammissibilità dell’istanza e poi, l’eventuale merito all’inizio dell’anno prossimo. Ma la prima eccezione procedurale in ordine di tempo riguarderà sicuramente la presunta incompetenza del collegio della quarta sezione penale del Tribunale di Milano in favore del Tribunale dei Ministri.

I legali di Berlusconi potrebbero anche eccepire la competenza di Milano a vantaggio dell’autorità giudiziaria di Monza sia per il reato di prostituzione minorile  (con la motivazione che Arcore si trova nel distretto di Monza), sia per quello di concussione dal momento che Pietro Ostuni, il funzionario della Questura che ricevette la telefonata del premier su Ruby, si trovava a casa sua a Sesto San Giovanni, sempre nel distretto giudiziario brianzolo.

Ed è anche verosimile che, una volta tornati in aula, i difensori insistano anche sull’iscrizione di Berlusconi al registro degli indagati il 21 dicembre. Proprio la presunta ritardata iscrizione del leader del Pdl ha reso possibile lo stralcio della sua posizione e la richiesta di giudizio immediato.