Il Pdl è in grave crisi, ormai succube della Lega che detta le sue condizioni su federalismo ed immigrazione in cambio del sofferto appoggio alle leggi ad personam sulla giustizia. Anche all’interno del partito molti problemi: dal ritorno imperioso di Scajola in cerca di rivincita ai ricatti dei Responsabili ancora in attesa del “dovuto”, dalla tensione fra ex forzisti ed ex An alle tristi vicende dei tre coordinatori.

Un consiglio da amico

Incomincia a capir com’è ridotto
il fu dominator del Pdl,
accorgendosi dove lo ha condotto
una vita con tante marachelle.

La golden share è in mano a Umberto Bossi,
un uomo che d’uman non ha più niente.
Ogni giorno c’è il rischio che lo affossi
un Responsabile che, prepotente,

presenta la cambial del guiderdone.
Scajola, che alla fine ha rinunciato
a saper chi ha pagato la magione,
con i suoi bravi in lizza è ritornato.

Gli ex fasci, che lasciò in eredità
Fini cacciato a calci nel sedere,
son sempre più fascisti da alalà
e fan girar le palle ch’è un piacere.

Per non parlar dei tre coordinatori:
Sandro Bondi è sparito addirittura,
dal cuor sollecitato a nuovi amori.
La Russa sembra la caricatura

del picchiator fascista che già fu
e fra improperi e digrignar di denti
ogni giorno d’infiamma un po’ di più.
Infin Verdini, preso fra i tormenti

dei magistrati che gli stanno addosso
e del turpe mercato che conduce
per comprar mercenari a più non posso.
Il povero caiman, sempre più truce,

si dà da fare, ce la mette tutta
sommando marachella a marachella.
Un consiglio: “Dai giudici in combutta
implori libertà: in una cella
”.