Nei faldoni dell’inchiesta sul caso Ruby sono finite tre telefonate in cui a un capo del telefono c’è Silvio Berlusconi. Il Corriere della sera ne pubblica le trascrizioni. E il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, attacca il quotidiano e i magistrati milanesi. ”La pubblicazione sul Corriere della Sera di intercettazioni di colloqui di Berlusconi riportata abusivamente negli atti del processo senza che la procura di Milano si sia sognata di chiedere l’autorizzazione alla Camera è una gravissima violazione della legge e nello stesso tempo la conferma che ci troviamo di fronte ad una strumentalizzazione della giustizia per fini politici. Se qualcuno aveva un dubbio in materia se li può togliere di fronte ad una dimostrazione clamorosa – afferma Cicchitto -. Lo stesso Corriere della Sera, che pure pubblica brani di queste intercettazioni indebite, le titola: ‘Le conversazioni che non dovevano essere trascritte’. Ma è evidente – conclude – che anche il Corriere della Sera entra in contraddizione con questa valutazione”.

Secondo Daniela Santanchè, sottosegretario all’Attuazione del programma di governo, ”la Procura di Milano trascrivendo le intercettazioni telefoniche di Berlusconi senza autorizzazione della Camera ha commesso un reato grave e ha calpestato le prerogative dei parlamentari. Non è possibile – sottolinea – che chi dovrebbe far rispettate la legge sia il primo a calpestarla per giunta con subdoli intenti politici. Questa è la prova che serve una riforma della giustizia che ponga fine a questi scempi e non lasci i magistrati impuniti come se fossero gli unici uomini al mondo non responsabili delle loro azioni”. Di trascrizioni “in assoluto spregio delle leggi e della stessa Costituzione” parla Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato.

Tre le telefonate sotto accusa. Quella con Nicole Minetti risale al primo agosto 2010 e la consigliera regionale informa il premier dell’inchiesta aperta dal pm Pietro Forno su Ruby. La seconda telefonata è con Raissa Skorkina ed è datata 26 settembre 2010: chiama il premier per lamentarsi che le sta “finendo la benzina” e Berlusconi la rassicura (“Lo dico a Spinelli”). Terza telefonata, con Marysthelle Polanco, è del 4 ottobre 2010, che parla a Berlusconi di un casting procuratole dal premier con Pingitore.

”Nessun commento. Stiamo ricostruendo quanto è accaduto. Comunque quello che è inutilizzabile, verrà distrutto”. Sono le poche parole pronunciate dal procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in merito alla trascrizione delle tre telefonate intercettate. La procura di Milano, lo scorso 9 febbraio, aveva spiegato che non avrebbe chiesto l’autorizzazione alle Camere per le telefonate del premier, che “sono destinate alla distruzione perchè irrilevanti ai fini dell’inchiesta”. Negli ambienti giudiziari milanesi si fa notare però che l’inutilizzabilità delle intercettazioni indirette dei parlamentari, per le quali non è stata chiesta l’autorizzazione al Parlamento, vale per la fase del dibattimento e non delle indagini.