In principio fu il “bunga bunga”. Ma la lista delle suggestioni libiche del premier Sivio Berlusconi si allunga. Come il “papi” nostrano, si sapeva che anche Muhammar Gheddafi si facesse chiamare “papà” dalle sue infermiere, o Pappi. E che avesse l’abitudine di regalare orologi d’oro. Di fattura italiana, con la sua immagine sul quadrante, recapitati ogni primo settembre, anniversario dell’ascesa al potere del colonnello. I regali del Raìs sono poco sobri e somigliano a quelli che il presidente del Consiglio donava alle sue ospiti, come i cd di Apicella o gli orologi del Milan con l’effige del leader.

A raccontare le abitudini del leader libico è Oksana Balynskaya, ucraina, per due anni una delle sue infermiere. “Puoi riconoscere chi lavora per Papà dal suo orologio, chi lavora per lui da sei o otto anni, ne ha già un’intera collezione”, spiega in un’intervista al quotidiano russo Komsomolskaya Pravda. Una volta, racconta sempre la Balynskaya, le infermiere avrebbero ricevuto denaro in contanti. Il colonnello era impegnato in un intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, mentre le ragazze si dedicavano a un giro di shopping a New York.

A febbraio la donna è tornata a Kiev su un aereo militare. Una fuga insieme a 185 persone, tra cui alcune colleghe. Come Galyna Kolotnytska, la “bionda voluttuosa, la preferita di Gheddafi” descritta in un cablogramma americano del 2009 da Tripoli apparso su Wikileaks.

Ma la Balynskaya smentisce la classifica: l’infermiera-capo sarebbe la serba Draga…