Al centro il presidente kazako Nazarbaiev

Nessuno avrebbe scommesso il contrario. Come previsto infatti il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev si è proclamato vincitore delle elezioni presidenziali. I risultati parziali diffusi dalla commissione elettorale hanno attribuito all’uomo forte di Astana, al potere dal 1989, il 95,5 per cento dei consensi. “I risultati hanno stabilito che il popolo kazako approva il lavoro che ho svolto negli ultimi 20 anni”, ha commentato Nazarbayev durante una visita al quartier generale del suo partito.

Arriva severa la critica degli osservatori dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa: “Le elezioni avvenute in Kazakistan e che hanno visto una vittoria quasi plebiscitaria di Nursultan Nazarbayev sono state carenti di standard genuinamente democratici” perché “le riforme necessarie per garantire vere ancora devono materializzarsi”. Gli osservatori hanno anche sottolineato come questa consultazione abbia presentato “carenze simili a quelle tenute in precedenza”.

Nel rapporto sono stati indicati come punti di criticità l'”ambiente non competitivo” e l’atmosfera “restrittiva”, tale da incoraggiare “l’autocensura” dei media. Segnalate inoltre “serie irregolarità” nel voto, tra cui numerosi casi di firme identiche nelle lista elettorali così come brogli nelle urne. “Purtroppo dobbiamo concludere che queste elezioni avrebbero potuto e dovuto esere migliori”, ha osservato Daan Everts, capo della missione Osce. (er)