Il presidente del consiglio, e di questo gli diamo volentieri atto, ha immediatamente recepito l’invito del presidente Napolitano ad abbassare i toni, li ha abbassassati come meglio non sarebbe stato possibile fare. Per svelenire il clima,infatti, ha pensato bene, durante un incontro con alcuni amministratori locali del suo partito, di raccontare un’elegante barzelletta sulla mela che sa di c…. e di f…, l’accennata citazione è testuale, guardare per credere.

Evidentemente anche gli appelli del presidente della Repubblica hanno valore per tutti, tranne che per uno, forse sarà il caso a questo punto di procedere con un appello “ad personam” che sia rivolto solo e soltanto al presidente del Consiglio, il primo responbile della degenerazione della lotta politica e del linguaggio. Questo signore che ha ormai perso il controllo di sè, dovrebbe rappresentre l’Italia in Libia, in Tunisia, nei  consessi internazionali, e magari risolvere pure le emergenze immigrazione.

Non abbiamo nulla da suggerire al Quirinale, ma questo spettacolo non è più prolungabile, meglio interromperlo, meglio sciogliere le Camere, meglio andare a votare, meglio qualsiasi altra cosa, prima che a marcire non siano le mele profumate di Berlusconi, ma l’ordinamento democratico e la Costituzione medesima.

In ogni caso se al presidente del Consiglio è consentito usare questi modi e questi toni, sarà meglio continuare ad animare le piazze della Costituzione, a cominciare da quella già convocata a Roma, a Santi Apostoli, martedì 5 aprile dall 20 alle 24 , per la Notte bianca della legalità e della democrazia.

Se al Cavaliere di Arcore è consentito comportarsi così, non abbiamo dubbi che verrà un giorno che le cittadine e i cittadini che si riuniscono per difendere la legalità repubblicana saranno nominati cavalieri per aver davvero onorato la patria difendendola dagli oltraggi dei molestatori.