I fedelissimi della grande canzone d’autore internazionale hanno trovato un nuovo luogo di culto: la chiesa di Sant’Ambrogio, a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna. Stasera, alle ore 20.30, all’interno della chiesa situata in via Villanova 13, in occasione della seconda serata della fortunata rassegna In Church With Covo Club, si esibirà Lloyd Cole. L’artista scozzese, trapiantato negli Stati Uniti ed autore nel corso degli anni Ottanta di dischi memorabili come Rattlesnakes, sarà affiancato dallo Small Ensemble ed eseguirà anche i brani del suo nuovo album, Broken Record.

A rendere possibile il tutto si staglia la figura di un parroco particolarmente illuminato, sensibile alle arti, che non rilascia interviste per evitare qualsiasi clamore o esposizione mediatica. “Don Stefano l’ho conosciuto anni fa, ad un concerto dei Teenage Fanclub, e ho capito subito che era una persona molto appassionata e musicalmente competente” racconta Daniele Rumori, da tempo alla guida del Covo, lo storico rock club felsineo, che spiega come nasce l’idea di organizzare concerti in un luogo così insolito: “Facendo il promoter da tanti anni mi sono trovato talvolta ad avere delle opportunità artistiche che avrebbero richiesto location e spazi particolari e così, grazie alla volontà ed alla collaborazione del parroco della chiesa di Sant’Ambrogio, siamo riusciti in questa occasione a coniugare diverse esigenze. Don Stefano è un prete all’avanguardia, abituato alla discussione ed al confronto, che ha già abituato i suoi parrocchiani ad interessanti iniziative culturali negli anni passati.”

Nessun mugugno da parte della comunità locale, dunque, se talvolta si santifica la festa anche con un bel concerto nella casa del Signore. Al contrario. Gli appassionati, parrocchiani compresi, accorrono sempre numerosi e la rassegna sta avendo grande successo in virtù della qualità della proposta artistica. Un paio di mesi fa, per Mark Kozelek, inimitabile voce dei Red House Painters, la chiesa era straripante. Il concerto di John Grant del 19 aprile è addirittura già sold out, termine che in gergo decreta un evento come già tutto esaurito.

Nonostante vi siano limitazioni dovute alla struttura che impongono l’utilizzazione di strumenti acustici e l’esclusione della batteria, “si crea un’atmosfera davvero intensa ed il silenzio che regna tra i convenuti, così come il rimbombante boato degli applausi, aggiungono un valore ulteriore. Durante l’esecuzione dei pezzi non c’è il brusio od il vociare che spesso capita di percepire nei rock club”, aggiunge Daniele Rumori. Domanda: questa originale esperienza è la dimostrazione che a Bologna c’è bisogno di nuovi spazi in cui organizzare concerti o sono sufficienti quelli già esistenti? “Si pensa sempre a nuovi spazi quando in realtà ci sono molti spazi non sfruttati adeguatamente. A Bologna bisognerebbe che tutte le realtà si aprissero un po’ di più e la mia speranza è che ciò accada.”