“Come ti permetti di dire che Pd e Pdl sono la stessa cosa?”

Moltissime volte militanti del Pd mi hanno puntato contro il dito rivolgendomi questa accusa.

Ho sempre risposto serenamente, dicendo che ero ben a conoscenza delle differenze specifiche tra i due partiti, ma che personalmente non potessi conformarmi al “meno peggio”. Sono entrambi troppo propensi al “compromesso”, spesso al ribasso, ed impegnati a tessere, per il loro perpetuarsi, un “sistema di potere”. Chi in un modo chi in un altro, ma con risultati analoghi.

Una forza alternativa a Silvio, quale credo sia il MoVimento 5 Stelle non può, per dichiararsi tale, esimersi dall’applicare, nei propri comportamenti e scelte, un rigore etico assoluto. Credo invece che questo ai dirigenti del Partito democratico, manchi. Lavorare a una politica trasparente, pulita, spersonalizzata e al servizio dei cittadini sarebbe stato l’unico antidoto, in questi anni, per liberarci di B. Invece è stata seguita, anche a sinistra, la politica del do ut des.

In questo blog racconterò quanto sia necessaria una nuova politica che guardi “oltre” e di come, nei fatti, il MoVimento 5 Stelle stia cercando con tutte le proprie forze di portarla avanti. Non rivolgerò accuse generiche tipo “sono tutti uguali”, ma testimonierò, puntualmente, le contraddizioni bipartisan del sistema.

Vorrei dedicare questo primo post al capolista del Partito democratico alle elezioni comunali di Bologna: Maurizio Cevenini, detto il Cev, il quale annuncia senza imbarazzo che potrebbe anche sedere contemporaneamente su due poltrone, quella di consigliere comunale – se eletto – e quella di consigliere regionale – che già occupa. Avrà il dono dell’ubiquità o siamo davanti all’ennesima furbata? In questo pare stia riuscendo ad emulare il nostro collega in consiglio regionale della Lega Nord, il candidato sindaco Manes Bernardini. Trovate le differenze.