Vincenzo Figliolia, segretario cittadino del Pd

Una città dove da dieci anni si alternano sindaci a tempo e commissari. E’ il destino di Pozzuoli, comune in provincia di Napoli di oltre 80mila abitanti, in provincia di Napoli, attualmente gestito da un commissario prefettizio. L’ultimo sindaco, infatti, ha retto solo due anni e nel maggio scorso è stato sfiduciato. La città, uno scrigno di storia, ora si prepara a nuove elezioni. E il centrosinistra ha scelto di candidare Vincenzo Figliolia, segretario cittadino del Partito democratico, appoggiato da tutta la coalizione, anche Idv e Sel (ancora in dubbio la federazione della sinistra). Ha calato l’asso, insomma, visto che Figliola fu eletto sindaco già dieci anni fa. Solo che la sua esperienza si concluse nel 2005 con lo scioglimento per condizionamento mafioso dell’amministrazione comunale, seguito da due anni di commissariamento prefettizio. Figliolia si è ripresentato e ha messo al primo posto la lotta al crimine organizzato: “Dobbiamo ostacolare senza mezzi termini qualsiasi forma di criminalità organizzata, dalle illegalità quotidiane all’economia criminale sommersa”.

Ma torniamo al 2005. Nella relazione che ha portato all’azzeramento del Comune per camorra trova spazio anche la gestione del mercato ittico, il terzo in Italia, per la quale Figliolia è stato indagato. La sua vicenda processuale si è però chiusa nel 2008 con il suo totale proscioglimento. Diversa la questione relativa allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune. Contro quella decisione l’allora giunta provò la strada del ricorso (bocciato) nel 2006, dal tribunale amministrativo regionale della Campania, mentre il Consiglio di Stato, inizialmente chiamato a pronunciarsi sul caso, non è entrato nel merito per difetto di ricorso  (formalmente ‘cancellato dal ruolo’).

Lo scioglimento per mafia ha natura preventiva, una macchia politica che denuncia rapporti, ombre, contiguità e cammina parallelamente al percorso penale. A Pozzuoli la camorra ha la faccia di Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce. Nonostante il carcere duro, Longobardi ha mantenuto il suo feudo, stretto legami con i Quartesi di Salvatore Cerrone, e ha dato vita a una nuova alleanza con Luciano Sarno, uno dei capi dell’omonimo clan. Lo scorso giugno una mega operazione della distrettuale antimafia di Napoli, coordinata dai pm Antonello Ardituro, Gloria Sanseverino, Raffaela Capasso ha svelato il livello di infiltrazione della camorra puteolana e i rapporti non solo con la politica, ma anche con l’imprenditoria e con agenti infedeli delle forze dell’ordine. Sono finiti in carcere in 84. L’inchiesta racconta una trama fitta di relazioni tra organizzazioni criminali e apparati dello stato per il controllo di appalti e affari.

Nelle carte della procura viene menzionato anche un episodio relativo allo scioglimento per condizionamento camorristico del comune, che riguarda proprio l’attuale candidato del centrosinistra. Prima del 2001 e della sua elezione a sindaco, Figliolia (allora consigliere comunale) ha affidato, come amministratore di un centro commerciale, i servizi di pulizia parcheggio a una ditta riconducibile ad Antonio Cerrone o’ sferravecchio, un personaggio con un curriculum segnato da una sfilza di precedenti penali e fratello di Salvatore, detto Totore ‘o biondo, uno dei capi indiscussi della camorra puteolana. Una vicenda pienamente confermata nella sentenza del Tar che aggiungeva: “E’ verosimile, allora, individuare la ragione giustificativa dei considerevoli vantaggi economici, attribuiti – grazie alla particolare configurazione degli accordi in questione – dal sindaco Figliolia in favore della ditta, di pertinenza di C. A, nell’intenzione d’instaurare, prima, e mantenere, poi (grazie al rinnovo del contratto alle stesse condizioni del precedente, effettuato, si badi, quando già il ricorrente ricopriva la carica di primo cittadino), buoni rapporti con il medesimo C. A., quale personaggio di spicco della citata organizzazione delinquenziale, operante nel territorio puteolano”. Per cancellare ogni cosa, però, è bastata l’assoluzione di Figliolia per la vicenda del mercato ittico. E Pozzuoli guarda al futuro con i piedi saldamente ancorati al passato.

Riceviamo e pubblichiamo.

A nome e per conto del sig. Vincenzo Figliolia vogliate pubblicare quanto segue: Tenuto conto del particolare contesto temporale nel quale l’articolo è stato pubblicato, appare indispensabile specificare che, diversamente da quanto scritto, l’assoluzione del sig. Figliolia non ha riguardato la sola vicenda del mercato ittico, ma anche la sussistenza di elementi di prova che consentissero di ipotizzare rapporti di contiguità fra l’ex sindaco di Pozzuoli e soggetti legati alla criminalità organizzata ivi operante. Ed infatti, questi sono stati espressamente esclusi dal G.U.P. presso il Tribunale di Napoli in un ampio capitolo della motivazione della sentenza di proscioglimento emessa il 21 aprile 2008, e, quindi successivamente al provvedimento del TAR richiamato nell’articolo. Avv. Luigi De Vita