Alimentazione, legalità, ecologia, filiera diretta, riciclo. Che l’appuntamento annuale di Milano con “Fa’ la cosa giusta”, meeting annuale sugli stili di vita “sostenibili” che si è tenuto a Milano lo scorso weekend. Un fenomeno in crescita, confermato dai numeri. Dei visitatori innanzitutto, poi degli espositori, infine dei finanziatori.

La fiera del consumo critico e degli stili di vita responsabili giunta ormai all’ottava edizione e organizzata nei padiglioni della fiera Milanocity da “Terre di Mezzo”, sembra trasformarsi sempre più in un catalizzatore del dibattito nazionale su temi che cominciano a essere “corteggiati” anche dalla politica ufficiale. E non solo dalla sinistra, tradizionalmente attenta (o a volte solo incuriosita) a questi argomenti. Non a caso quest’anno, oltre al candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia (che però era malato e ha mandato il consigliere comunale e portavoce Maurizio Baruffi in sua rappresentanza), a parlare durante la tre giorni di kermesse c’erano anche il candidato del terzo polo Manfredi Palmeri e il giovanissimo candidato del Movimento Cinque stelle Mattia Calise. Poi la segretaria della Cgil Susanna Camusso. E a passeggiare tra gli stand è stato avvistato più di un assessore della giunta milanese di centrodestra. Unica mancanza quella di Letizia Moratti, che non ha risposto all’invito degli organizzatori.

750 gli espositori presenti all’edizione 2011, in crescita del 22% rispetto all’anno scorso. Tanti anche i visitatori. “Direi che c’è stata una crescita come minimo del 5% rispetto all’anno scorso – spiega al fattoquotidiano.it Giovanni Petrini, responsabile dell’organizzazione – quindi almeno 70mila persone. I numeri confermano il dato più interessante, che è quello della varietà e della vitalità di un settore economico che nonostante la crisi continua a crescere”.

Fra i vari partner e finanziatori della fiera, oltre alle molte associazioni, società come Philips, Amsa, Metropolitana Milanese, Coop, Banca Etica, ma anche, dato inedito, Peugeot Italia che è venuta qui a presentare la sua nuova auto elettrica.

A fare la parte del leone sono stati i consumi alimentari, a cui è dedicata la rassegna (allo stesso tema, giusto per ricordarlo, è dedicato anche il travagliato Expo 2015). Non a caso, tra le aziende del “settore verde”, il 54%, secondo l”ultima ricerca su sostenibilità e consumi, realizzata a fine 2010 da Ervet partendo dal progetto europeo Life Promise, appartiene proprio all’alimentare.

L’impressione di un comparto in crescita la dava anche l’ultima rilevazione dell’Osservatorio sui consumi e le imprese responsabili effettuata da Lorien Consulting. Una ricerca risalente al 2008, da cui però risultava una fisiologica crescita del fenomeno, con il 69,2% del campione di cittadini intervistato che dichiarava di aver effettuato acquisti socialmente responsabili nell’ultimo anno.

Più di un osservatore si interroga da tempo sul senso “politico” di questa attenzione ai consumi e alle scelte verdi. Un presupposto (non l’unico però) accolto sin dalla sua creazione, per fare un esempio, dal Movimento 5 stelle e che non sfugge anche agli organizzatori della tre giorni.

“C’è un gruppo di consumatori critici e consapevoli che sicuramente sta portando a maturazione l’esigenza di un progetto politico – continua Petrini – in un mondo che arriva da storie diversissime e che però guarda in una direzione. Che questa direzione abbia una sintesi politica non è ancora vero, ma direi che il bisogno è evidente. Io vedo piuttosto probabile che da questo incontro di idee possa uscire una proposta che va in qualche modo a contaminare le buone pratiche della politica. Qui i bisogni profondi della società diventano fatti, azioni e scelte quotidiane. Quest’onda cresce, ma ha un limite sistemico e questa è la domanda che questo mondo pone alla politica: siete in grado di soddisfare questo messaggio, questo bisogno di qualità, di sviluppo, di innovazione unito all’attenzione all’ambiente e alla dignità della persona oppure no?”.