Le norme anti-opa che il Governo intende mettere a punto per tutelare l’italianità delle nostre aziende strategiche, che trovano un primo riscontro nel decreto che consente di posticipare le assemblee, saranno interamente ispirate a quelle francesi. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, riferendosi in prima battuta al caso Parmalat, alla vigilia di una settimana che si preannuncia decisiva per organizzare un’eventuale contromossa italiana all’acquisizione del 29% del gruppo di Collecchio da parte della transalpina Lactalis. Che intanto – rispondendo al senatur Umberto Bossi che ieri si era detto sicuro che Parmalat rimarrà in Italia – ha voluto rassicurarlo: “E’ nata e cresciuta in Italia e si svilupperà ancora dall’Italia”. Insomma, il caso è ancora abbastanza confuso: i francesi di Lactalis parlano ormai da proprietari, Tremonti confida in una contromossa che non sappiamo bene dove porterà.

“Lo abbiamo detto: noi abbiamo intenzione di presentare in Europa, tradotta in italiano, la legge francese “, ha detto Tremonti . “Se va bene per l’Europa deve valere anche in Italia. Poi ci sono leggi diverse da quella italiana in Germania. Si può anche fare lo shopping di legislazione, non vedo perché una legge che va bene a difendere i lavoratori di un paese non vada bene per difendere quelli del mio paese”.

Critica e scettica, sul tema, la posizione del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. “Credo che sia molto difficile costruire una legislazione che preveda la nazionalità delle imprese – ha detto infatti – Lo sforzo vero che il paese dovrebbe fare è avere politiche industriali che incentivino ad investire nel nostro paese”.

“Ogni ipotesi di delocalizzazione o anche solo spostamento di uffici – ha detto invece oggi Antonio Sala, deputy general manager di Lactalis e presidente del gruppo Lactalis Italia – è priva di qualsiasi fondamento perchè contraria al nostro piano di partecipazione e contributo allo sviluppo industriale di Parmalat. Siamo quindi d’accordo con chi dice che Parmalat deve restare in Italia”, ha aggiunto il manager facendo riferimento alle recenti dichiarazioni di Bossi.

“Lactalis – ha proseguito – è un gruppo industriale che si propone a Parmalat per lo sviluppo di un piano di crescita in Italia e nei mercati internazionali; sviluppo che si fonda sulla sua attuale struttura”. Sala ha poi ribadito che il gruppo francese è intenzionato a utilizzare, qualora possibile, la cassa di Parmalat (1,4 miliardi di euro) per lo sviluppo dell’azienda stessa. “Ho letto anche fantasiose ipotesi su possibili impieghi da parte di Lactalis della cassa di Parmalat – ha concluso – La tesoreria di Parmalat è un asset di Parmalat che riteniamo debba essere utilizzato unicamente per il suo sviluppo”.