Chi ha paura dei referendum? A quanto pare l’appuntamento con i quesiti turba i sonni di molti. Per questa ragione i signori e padroni del conflitto di interessi hanno deciso di ucciderli per asfissia ed oscuramento mediatico. Da qui la decisione di impedire il cosiddetto election day, perchè avrebbe favorito la partecipazione al voto. Chi se ne frega se quei soldi risparmiati sarebbero serviti ad evitare di aumentare il prezzo della benzina per reintegrare il fondo per lo spettacolo. Meglio che paghino i contribuenti piuttosto che scontentare il padrone.

Come se non bastasse, letteralmente terrorizzati dalle vicende giapponesi, hanno rinviato di un anno ogni decisione sui nuovi siti per le centrali nucleari, con la speranza che questo possa servire a ridurre la tensione sullo specifico quesito referendario. Adesso non resta che oscurare anche gli altri due, bendare i cittadini e il gioco sarà fatto.

Un’esagerazione? Per chi coltivasse ancora qualche dubbio consiglierei di darsi una rapida lettura alla rassegna stampa e di andare a verificare quanti giornali, radio e tv abbiano dedicato una qualche attenzione alla grande manifestazione per l’acqua pubblica che si svolgerà oggi a Roma e che segnerà l’avvio della campagna referendaria. Il quesito dedicato all’acqua è uno dei più temuti perchè tocca un tema popolare, perchè l’acqua è un bene pubblico per definizione, perchè nessuno lo vuole vedere privatizzato, perchè il rifiuto è ampio, trasversale, supera qualsiasi barriera di parte o di partito.

Non a caso il comitato popolare che lo ha promosso non ha sponsor, non ha partiti alle spalle, non ha altro che l’entusiasmo di tanti comitati di base, diffusi paese per paese, ricchi di passione civile e di amore per la cosa pubblica. Per questo sarà bene che ciascuno di noi aiuti queste donne e questi uomini a rompere il muro del buio, della indifferenza, del silenzio mediatico.

Articolo 21, Libera e la Tavola della Pace hanno promosso un comitato per la legalità repubblicana e per illuminare i referendum con l’obiettivo di consentire a ogni cittadino di essere messo in condizione di essere informato per poter scegliere liberamente su questioni decisive per il futuro dell’Italia: dal nucleare all’acqua pubblica sino al legittimo impedimento, la vera madre di tutte le controriforme della giustizia.

Il governo cercherà di impedire in ogni modo l’election day, e potrà farlo anche grazie alle diserzioni e agli opportunismi di alcuni deputati dell’opposizione, ma nessuno potrà impedire a noi di promuovere una grande giornata comune ed unitaria dedicata ai referendum nella quale far sentire la nostra voce a favore dei quesiti e contro la truffa mediatica in atto, premessa indispensabile per una truffa politica.

Chiediamo di esserci e di partecipare anche a chi non ha firmato, a chi non è convinto sui singoli quesiti, persino a chi voterà no, perchè qui non è in gioco un sì o un no, ma l’idea medesima di una società democratica ed aperta e che non accetta di piegarsi ai voleri dei nuovi mazzieri mediatici e d ei loro mandanti.