Non vorrei scrivere il mio primo post sul fattoquotidiano.it con la stereotipica saudade tutta italiana di chi come me ha deciso di lasciare l’Italia. Pertanto non lo faccio e riporto solo fatti che ritengo interessanti e su cui tutti noi possiamo discutere.

Breve introduzione
Ho studiato Scienze forestali e ambientali a Potenza e ho capito dopo un anno e mezzo, lavorando fra Salerno e Firenze, che per me non c’era la possibilità di avere uno stipendio sufficiente per vivere da solo ed essere indipendente. Pertanto sono venuto in Inghilterra e ho cominciato a studiare di nuovo. Ho ottenuto un Master in Scienze delle energie rinnovabili e da allora lavoro a Leeds.
Adesso mi occupo di edilizia a bassa emissione di carbonio.

Considerazione
Fare confronti fra Nazioni è un non senso. Ogni nazione è una realtà a se stante. Paesi diversi, anche all’interno dell’Unione Europea, sono misure incommensurabili. I confronti sui media sono fatti spesso in maniera strumentale. “…noi abbiamo fatto meglio dei francesi”, “ Abbiamo superato Londra!”, ”…Gli ungheresi stanno peggio di noi”. Tutte queste affermazioni sono prive di significato perché appartenenti a contesti separati.

Primo punto
La mia verità è che qui in UK, non importa quale sia il tuo background formativo o paese d’origine. Se sei una persona valida, il merito ti premia e ti permette di accedere nel settore lavorativo in cui sei interessato.

Secondo punto
La crisi economica qui è forte come in Italia forse anche di più. Moltissime persone hanno perso il posto di lavoro e il degrado si percepisce per le strade soprattutto qui nel Nord dell’Inghilterra. Per questo il Governo non perde tempo e non fa propaganda. Cameron ha ammesso che per gli inglesi il 2011 sarà un anno di lacrime e sangue. Ciononostante la classe politica continua a restare focalizzata e a pensare al futuro e a come uscire dalla crisi economica.

Per farlo ha scelto la formula dello sviluppo sostenibile. Il Governo è impegnato a mantenere le promesse fatte alle elezioni per quanto riguarda il rispetto del trattato di Kyoto. E’ stato fissato un piano di transizione ad un’economia sostenibile e a basso carbonio. La legge, per gradi e nel tempo, imporrà di progettare nuovi edifici a Carbonio Zero. Per esempio tutte le nuove scuole (perche qui le vecchie scuole sono demolite e ricostruite) dovranno rispettare queste limitazioni dal 2016. Oggi il governo favorisce la ristrutturazione degli edifici esistenti per il risparmio energetico, non fa il piano casa. Qui si punta sullo sviluppo delle rinnovabili, c’è un programma per la gestione efficiente dei rifiuti e il potenziamento del trasporto pubblico. Qui il federalismo è quello che dà responsabilità alle autorità locali per raggiungere i target di sostenibilità e adattamento ai cambiamenti climatici. Il governo ha mantenuto una normativa nazionale unica per coordinare l’intera nazione e per raggiungere gli obiettivi prefissati. I vantaggi di questa strategia sono molteplici: il riconoscimento per il rispetto dei trattati internazionali, una ridotta dipendenza da combustibili fossili (nessun obbligo di baciare le mani al dittatore col petrolio di turno), miglioramento della qualità della vita dei cittadini (il Pil non si misura solo con la ricchezza monetaria) e aumento di esperienza e conoscenza nel settore della sostenibilità.

Conclusione
Anch’io ho un piano. Dato che in Italia non avrei spazio, devo e voglio rimanere all’estero. Devo approfittare della grande opportunità che mi è stata offerta dal popolo Inglese per acquisire conoscenza. Un giorno, una volta maturato professionalmente, porterò le cose che ho imparato con me a casa. Sogno un’Italia multietnica, sostenibile, fondata sul merito e arricchita dall’esperienza importata dalle migliaia di Italiani che come me oggi stanno crescendo all’estero aspettando il momento giusto per ritornare a Casa.

di Giovanni Lupaldi, esperto di Scienze delle energie rinnovabili