“Il futuro è la ricerca. E le fonti energetiche alternative al petrolio e al carbone sono il solare e il nucleare, ma non come li sfruttiamo adesso”. A dirlo è Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica nel 1984, ospite d’onore all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Lumsa di Roma. Il fisico italiano è convinto che i giovani ricercatori devono rimboccarsi le maniche per trovare alternative migliori all’uranio e alle centrali di vecchio stampo come quella di Fukushima. Secondo il fisico, la soluzione potrebbe essere il torio, un metallo che riduce il problema delle scorie radioattive e non è connesso alle armi nucleari.  A chi gli fa notare che il governo italiano invece di investire in nuove fonti energetiche effettua tagli sulla ricerca e l’innovazione, come sull’Enea e le rinnovabili, il premio nobel risponde: “Non dovete chiederlo a me, ma ai diretti interessati”.
Servizio di Irene Buscemi