Le notizie dell’inchiesta della Dda di Napoli sulla mala gestione dello sversatoio di Chiaiano riaccendono la protesta dei comitati anti-discarica. E tornano scene viste in un recente passato: presidi di cittadini, blocchi stradali nella notte, camion pieni di rifiuti fermi in mezzo alla strada e impossibilitati a scaricare i rifiuti. I manifestanti hanno poi occupato la SapNa, la società provinciale competente per la gestione delle discariche sul territorio metropolitano di Napoli.

Proteste pacifiche. Ma i residenti di Chiaiano e Marano sono tesi. Chiedono l’immediata chiusura della discarica. Ora, non tra 93 giorni, quando sarà definitivamente chiusa secondo quando dichiarato da alcuni dei responsabili dell’impianto. I comitati la invocano adesso, e proprio sulla base delle prime risultanze giudiziarie dell’inchiesta che ipotizza interessi della camorra nell’amministrazione dell’impianto e nell’assegnazione degli appalti. Inchiesta culminata l’altro ieri in una raffica di perquisizioni del Noe e l’emissione di dieci avvisi di garanzia. La cattiva qualità dell’argilla e dei terreni di copertura, messa nero su bianco dai pm sul decreto di perquisizione, potrebbe aver causato infiltrazioni di percolato nel sottosuolo. “Il blocco dei camion è stato necessario per ribadire che la salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano – dichiarano Antonio Musella ed Ivo Poggiani della Rete Commons! e dei Comitati di Chiaiano – l’inchiesta della Dda ipotizza che il percolato possa essere finito nella falda acquifera, quindi chiediamo una sospensione del conferimento per effettuare le analisi dell’acqua immediatamente”.

Nella notte dell’altro ieri circa 200 tra cittadini ed attivisti hanno impedito l’ingresso dei camion in discarica. Il blocco dei manifestanti è durato dalle 22.30 fino alle 5 del mattino, impedendo a decine di camion di depositare i rifiuti nell’impianto di Chiaiano. La protesta è proseguita in mattinata con l’occupazione degli uffici della SapNa in via Imparato nel quartiere di Ponticelli. Si cerca in tutti i modi di fare pressione per far accertare subito la reale situazione di rischio per la salute dei cittadini di Chiaiano e Marano.

I manifestanti hanno incontrato il presidente della SapNa Umberto Vecchione, l’amministratore delegato Perrillo e l’ingegnere Paolo Viparelli, responsabile per SapNa della discarica di Chiaiano. “Abbiamo chiesto ed ottenuto da SapNa che vengano effettuate nei prossimi giorni delle analisi sulla falda acquifera che saranno esaminati da laboratori indicati direttamente dai comitati – sottolineano Musella e Poggiano – non ci siamo mai fidati delle loro analisi, ed oggi più che mai visto il contesto delineato dall’indagine della magistratura”. Vecchione, Perrillo e Viparelli hanno annunciato che la discarica di Chiaiano sarà definitivamente chiusa tra 93 giorni. “E’ la prima volta che viene fornita una data ufficiale da parte della SapNa sulla chiusura dell’invaso – sottolineano gli attivisti di Commons! – dal 23 giugno in poi non consentiremo nessun tipo di sversamento ulteriore visto che da oggi abbiamo una data ufficiale.” I manifestanti ritengono “incomprensibile” la decisione della Procura di Napoli di non predisporre delle analisi in proprio per verificare se la scarsa qualità dell’argilla possa aver consentito le infiltrazioni di percolato nel sottosuolo di Chiaiano. “Se c’è un disastro va fermato – affermano Musella e Poggiani – oppure le supposizioni sull’argilla sono soltanto delle ipotesi”.

Intanto il Questore di Napoli Luigi Merolla ha accettato di incontrare i comitati per farsi da garante rispetto ai timori evidenziati dall’inchiesta. Questa mattina la Rete Commons si incontrerà con il personale di SapNa per stabilire le analisi ed i controlli da effettuare nei laboratori di fiducia dei comitati.