Tra la Francia ambigua di Mitterrand e la Francia disinibita di Sarkozy ci vuole poco per capire da che parte sta(va) la classe. E Chirac, l’uomo che non rifiuta(va) mai ai suoi concittadini uno o più bicchieri, né di parlare del più e del meno, o una vigorosa stretta di mano e una sonora pacca sul sedere di una mucca per la grande gioia dei visitatori della fiera dell’agricoltura, ebbene il nostro Chi-chi (uno di noi!), se lo vogliamo paragonare a “Nic l’américain”, sembra oggi un Albert Camus, un Jean-Paul Sartre. È una cosa pazzesca.

Si dice che Sarko sta male, e che l’estrema destra se lo sta divorando. Il problema è che potrebbero essere tutte frottole. Premesso che la Francia non è un Paese di estrema destra ma che la ‘bestia’ è stata liberata dai socialisti per infastidire la destra alle legislative del 1986 (poi è sfuggito  tutto di mano), i francesi come tanti hanno bisogno di sfogarsi, sentirsi liberi di poter votare a “rutto libero” ogni tanto, un po’ come accade in Italia con la Lega. E come per la Lega, da anomalia è diventata normalità. Il rischio è che così diventino normali anche le battute sulle camere a gas e la rivendicazione della buona volontà nel torturare in Algeria.

Di questo passo, alla prima tornata delle prossime presidenziali avremo in Francia come vincitori Nicolas Sarkozy e il Front National di Marine Le Pen. Secondo voi chi trionferà nel ‘gran finale’ alla serata di gala successiva? E come sarà definita questa vittoria? Un plébiscite. Dunque, l’altra pazzesca anomalia del 2002 – Chirac vs Le Pen – si potrebbe benissimo ripetere, e anche questo diventare normalità.

Intanto la Francia batte cassa assieme agli amici del piccolo Re, i Forbesien Bolloré, Pinault e Arnault, che si stanno comprando tra altre cose il Made in Italy.

E si batte anche chiaramente cassa nel cielo libico con i rafale di Dassault. Un grande showroom del savoir faire made in France. Essere i primi in tutto, sarà questa la famosa grandeur. E il mio Paese dei Lumières, in queste ore, vende la morte in prime-time. Niente di più.