mazzantini-erdrichdi Antonio Tricomi*
Passo nell’ombra non è il miglior libro della Erdrich. Il testo ruota attorno a un assioma: «L’unione di tragico e sentimentale genera il kitsch». L’autrice narra infatti una crisi coniugale anche per istituire un parallelo tra un rapporto erotico che, ridotto a simbiosi con l’altro, conduce gli amanti a una morte di «cattivo gusto», figlia dell’«ipocrisia», e l’ambiguo legame dei retaggi delle culture originarie, specie quella degli Indiani d’America, con la civiltà consumistica. Un legame che è esso pure una letale bugia perché «rappresenta qualcosa di forte, simpatico e unito mentre è rotto, nocivo e malato».

Il romanzo rischia però di ricadere nel registro che vorrebbe demistificare. Gli elementi del midcult abbondano. Fitzgerald e i Doors sono parimenti convocati per ottenere massime sull’amore. Il richiamo all’11 Settembre dovrebbe dare un più ampio valore simbolico a una vicenda che resta anzitutto privata. La già citata analisi sugli esiti dei conflitti tra bianchi e pellerossa, non divenendo il perno del racconto, si riduce alla cornice esotica di quest’ultimo. Il fatto che il marito sia un pittore, e la moglie costituisca l’abituale soggetto delle sue tele, consente il recupero dell’usurata riflessione sul potere dei «simulacri» di rubare l’anima ai corpi ritratti. Così, Passo nell’ombra non si smarca da certi vizi del kitsch: scambiare un lirismo intriso di facile cultura per una potente rappresentazione della complessità sociale; confondere la morbosità di un patetismo narcisistico con la crudeltà degli squilibri individuali. Ma la Erdrich rimane un’autrice importante.

Prendete un qualsiasi dialogo compreso in Nessuno si salva da solo, l’ultimo libro della Mazzantini, che parimenti narra la fine di un amore. Accostatelo a un qualunque dialogo carpito a una soap. Non sono identici, con l’unica differenza che il secondo è privo di parolacce? Valutate il tessuto stilistico, emotivo, culturale del romanzo, poi quello della serie tv a sfondo sentimentale che preferite: non sono uguali? I fan non vedono CentoVetrine per fare un’esperienza estetica. Perché fruire Nessuno si salva da solo come fosse letteratura? È un Harmony involgarito, televisione su carta.

*Critico letterario e ricercatore

Saturno, Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2011