Quella vecchia volpe di Vittorio Feltri ha fiutato l’aria. La sparata di oggi su Libero (“No alla guerra dei matti. Non prendeteci in giro”) non strizza l’occhio solo al malcontento leghista. C’è una fetta consistente dell’elettorato berlusconiano che vede la partecipazione italiana alla missione libica con il fumo negli occhi.

A fare da megafono alla protesta è lo Spazio Azzurro, il forum ufficiale dei simpatizzanti del Pdl. “Per la Libia dovevamo fare come la Germania: lavarcene le mani scrive Alessandro – Perchè fornire uomini e mezzi? Bastano già le basi. La guerra fatela fare a Obama che ha perso tempo”. La condanna all’intervento dei Tornado italiani non fa sconti neanche all’amato Silvio. “Che Berlusconi stia alla larga dalla Libia – scrive Kardek – Saranno affaracci loro interni, o no? Anche in Yemen e Arabia sparano sul popolo, interveniamo pure là?”. Tra un insulto e l’altro al presidente della Repubblica (“Napolitano sei sclerotico” è uno dei più cortesi), l’azione militare viene imputata i soliti “komunisti” (rigorosamente con la k): “Sono d’accordo con Bossi – scrive Marcello da Firenze – chi ci obbliga a fare la guerra alla Libia? Facciamola fare all’afroamericano Obama, la sessantottina Clinton e al comunista D’Alema”.

I motivi della rivolta sono quasi esclusivamente di natura economica. “I francesi vogliono sostituire i loro interessi ai nostri in Libia, in parole povere : a noi (francesi) i contratti petroliferi e all’Italia i clandestini”, scrive Jan. E c’è anche chi difende il Raìs. Ma che vi ha fatto Gheddafi? Ci dà gas, petrolio, combatte il terrorismo e i clandestini: ma che volete?”

Non tutti i commenti, però, sono contrari alla risoluzione dell’Onu. “Non è giusto stare a guardare quando diversi innocenti vengono uccisi dal proprio governo per aver chiesto un po’ di libertà – annota Antonio – Bisogna fermare questo massacro”. “Italia come Quinto Fabio Massimo: il temporeggiatore – commenta Doge – Dovremmo essere in primissima linea a garantire sicurezza nel Mediterraneo, casa nostra”.

Ma i rapporti di forza sono schiaccianti. Dalla valanga di commenti postati, emerge una sorta di pacifismo di centrodestra, più materiale e meno ideologico, legato agli interessi di bottega e profondamente insofferente all’umanitarismo obamiano. “L’appoggio all’Onu ci costerà una valanga di soldi, di mezzi e speriamo non di vite umane. Perché dobbiamo pagare noi?”