Dopo poco più di sei mesi dal baciamano a Gheddafi e dalla firma del trattato di amicizia, il governo Berlusconi, naturalmente col supporto di buona parte dell’opposizione, Pd compreso, partecipa attivamente ai raid per la libertà della Libia. Evidentemente in soli sei mesa Gheddafi da eroica guida del suo popolo ne è diventato il bieco dittatore.

L’amara verità

Baciamano, trattato d’amicizia,
la tenda nei giardin della città,
dei berberi cavalli la delizia,
le frecce tricolori, le beltà

ingaggiate a plotoni per la festa,
Frattini ciambellano dell’evento…
e dopo sette mesi che ne resta?
Sette basi son già in allestimento

per bombardare il bieco dittatore,
in quindici minuti aerei in volo…
Amici di Gheddafi? Per favore…
del suo popolo amici, sempre e solo!

Poche voci si levano indignate:
non l’eroico La Russa, alla Difesa,
che sogna sol di dire: “Bombardate!”
Non Casini che, uscendo dalla chiesa,

è pronto a benedire la missione.
Non della Serbia il bombardier D’Alema
che con  l’Ikarus in navigazione
verso le coste della Libia rema.

Non Bersani che vede finalmente
per non opporsi un certo qual motivo.
Non Frattini, ministro evanescente
per l’occasion ministro redivivo.

Non certo il Cavalier che solo brama
d’essere meglio assai di Sarkozy
nel dire, ieri a Bush, oggi ad Obama:
“Se ti serve uno schiavo, sono qui!”

Non per nulla noi siamo sempre stati
di tutto l’universo lo zimbello:
all’inizio i miglior far gli alleati,
dall’altra parte quando viene il bello.