Oggi pomeriggio nella centralissima piazza Navona di Roma l’Italia dei Valori è scesa in piazza. A partire dalle 14.30 i militanti del partito guidato da Antonio Di Pietro si sono trovati per promuovere i quesiti referendari contro il nucleare e il legittimo impedimento.

Sul palco, prima dell’intervento di Di Pietro, si sono alternati Bruno Tinti, ex magistrato e giornalista, il fisico Giorgio Parisi, il presidente del Wwf, Stefano Leoni, la scrittrice e giornalista Lidia Ravera, l’attrice Franca Valeri, Lucio Manisco, giornalista ed ex parlamentare, Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, il cantautore Enzo Avitabile e i cabarettisti Andrea Rivera e Francesco De Carlo.

Il leader dell’Idv ha ricordato che la ripresa del programma atomico sarebbe un ritorno al passato e ha riportato alta l’attenzione sul problema delle scorie bocciando con un no secco l’ipotesi di una moratoria. “Grazie a Dio – ha dichiarato l’ex pm – ci sono altre fonti di energia, l’area ed il sole in primo luogo. Costruendo le centrali avremmo tanti rischi e pericoli, soprattutto in un paese a forte rischio sismico come il nostro”. Tuttavia per impedire il ritorno all’atomo, l’Idv si appella ai cittadini chiedendo “di andare a votare e di mettere una pietra tombale su una scelta scellerata che non riguarda il futuro ma solo un passato caro a quelle lobby affaristiche che lucrano sul nucleare”.

Nel suo intervento il leader dell’Italia dei Valori ha commentato anche i rapporti del premier con il leader libico: ”Silvio Berlusconi ha svenduto ladignità del nostro Paese per fare il giullare e il guascone con Gheddafi”. L’ex pm ha poi aggiunto che “a Palazzo Chigi ci debbono essere persone che hanno senso di responsabilità” e ha dichiarato che il governo del Cavaliere e la dittatura del Colonnello “si assomigliano nella loro parte più ridicola”.

Di Pietro ha inoltre aggiunto, in riferimento alle vicende penali del Presidente del Consiglio, che “chi governa deve farsi processare prima degli altri perchè i cittadini hanno il diritto di sapere se sono governati da un delinquente. I casi di legittimo impedimento possono capitare a tutti ma è il giudice a doverne constatare la validità.”