Il candidato del Pd Mario Morcone

Seduti. In silenzio. Con sguardi e mani che tradivano un leggero nervosismo. Come due studenti disciplinati ma un po’ in ansia perché sotto esame. E’ la fotografia dei due candidati sindaci di Napoli del centrosinistra, il nome dell’Idv Luigi De Magistris e quello del Pd Mario Morcone. Entrambi in prima fila nell’angusta e stipatissima sala multimediale di via Verdi, all’assemblea programmatica provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà. Per quello che poteva essere il primo confronto pubblico tra i due aspiranti alla successione di Rosa Russo Iervolino e invece si è limitato a un paio di monologhi senza contraddittorio. Prima e dopo, i due hanno ascoltato senza fiatare gli interventi dei dirigenti locali di Sel moderati dal coordinatore provinciale Peppe De Cristofaro. Cosa non si fa per strappare l’appoggio di Sel al primo turno. I vendoliani decideranno domani, coi circa 2200 iscritti napoletani chiamati a votare tra De Magistris e Morcone in quattro sezioni sparpagliate in città. Urne aperte fino alle 19, perché in serata c’è il Napoli e bisogna chiudere lo spoglio prima della partita. Le ‘secondarie’ ristrette al partito del governatore della Puglia, dopo le primarie del centrosinistra (ma senza Idv) gettate nel guardaroba dei cani per il pasticcio dei presunti brogli dietro la vittoria del bassoliniano Andrea Cozzolino. Vicenda che il Pd ha deciso di non chiarire e di azzerare con un colpo di spugna, puntando sul prefetto Morcone, direttore dell’Agenzia governativa dei beni confiscati alle mafie, dopo il no del magistrato anticamorra Raffaele Cantone.

Niente confronto tra De Magistris e Morcone, dunque. Ci saranno altre occasioni. Ma la platea premeva per ascoltare i candidati e avere qualcosa “dal vivo” su cui fondare un’opinione per il voto. Così alla fine l’ex pm e l’ex prefetto hanno parlato. Con toni e contenuti assai diversi tra loro. Chiara la premessa di De Magistris, che ha già incassato il sostegno della Federazione della Sinistra: “Io stimo e rispetto Morcone, ma deve essere chiaro che la mia e la sua sono due candidature molto diverse”. Quindi, dopo aver ricordato il bagno di folla con Nichi Vendola l’anno scorso a Città della Scienza a Napoli (“fu lui a fare per la prima volta il mio nome a candidato sindaco di Napoli, io all’epoca non ci pensavo proprio”), e dopo sottolineato di condividere in toto il programma di Sel, dal sì all’acqua pubblica e al trasporto pubblico prolungato, al no all’inceneritore, De Magistris impugna la lancia contro il Pd. Dice di aver riscontrato “la profonda disaffezione di tanti napoletani verso questo partito”. Quindi cita Rosario Livatino: “Non si chiede se sei credente, ma se sei credibile”. E il Pd, che ha governato Napoli negli ultimi 15 anni con risultati discutibili, secondo lui non lo è fino in fondo: “Ha dialogato coi poteri forti, alcuni di loro pare abbiano interessi nelle speculazioni di Napoli Est simili a quelli di una certa destra, cerca accordi con l’Udc di Pasquino e De Mita, parla di discontinuità ma poi, attraverso le dichiarazioni del commissario ligure Andrea Orlando, cerca l’appoggio di Bassolino”.

Però è bene non dimenticare che l’avversario vero è il Pdl. ”Sapete chi ha presentato il candidato sindaco del Pdl Gianni Lettieri a Berlusconi? Nick ‘o Mericano (Nicola Cosentino, ndr). Il tema della legalita’ – prosegue – deve essere centrale in questa campagna elettorale in cui dobbiamo capire perche’ la Regione e’ nelle mani di Nick O’ Mericano e la Provincia di Napoli in quelle di Giggino ‘a purpetta (il soprannome di Luigi Cesaro)”. Conclusioni: “Voglio una citta’ contro i poteri forti, contro le cricche e contro la camorra dei colletti bianchi”.

Morcone parla di meno e con toni meno polemici. Ma ci tiene a sottrarsi dal bacio della morte di Bassolino, che nei giorni scorsi insieme a D’Alema lo ha accompagnato nella sua prima uscita pubblica da candidato sindaco. “Voi vi continuate a masturbare con la Iervolino, con Bassolino, ma io non ci penso proprio. Io voglio far emergere una nuova classe dirigente, fatta anche di giovani e di donne. Io non provengo dal Pd, ma dalla società civile. Mi è stata chiesta una mano e ho detto sì perché credo di poter fare qualcosa, sono uno di quei napoletani che ha vissuto lontano stufandosi di sentirsi dire che Napoli è il posto peggiore del mondo”. Morcone lancia un appello all’unità del centrosinistra, a partire dalle municipalità, dove si vota col turno unico. Ed è per questo che invita ad evitare un contrasto forte coi democratici. Chiarisce che non fara’ “nessuna rivoluzione”, ma accogliera’ semplicemente l’invito arrivato da Roberto Saviano, “che ha chiesto ad ognuno di fare al meglio cio’ che sa fare. Io sono un amministratore”. Morcone si emoziona sottolineando i risultati ottenuti alla guida dell’Agenzia per i Beni Confiscati: “Sono andato io – dice – con gli stessi jeans che indosso oggi a confiscare i terreni dei Bidognetti, di Schiavone, della famiglia Greco in Sicilia, della mafia di Bari, per restituirli allo Stato”. Morcone definisce Napoli “una questione nazionale”. Infine una parola per il degrado incredibile delle periferie, “simbolo della poverta’ della citta’ che soffre e che merita un welfare municipale attento”, e l’assurdità “dell’esistenza di quartieri dove è impossibile persino notificare un atto, te lo impediscono prendendoti a calci”. “Io non vi prometto nessun sogno – conclude – vi prometto esclusivamente la capacità e la voglia di mettere a disposizione un enorme patrimonio; credo in un lavoro che si fa con passione, giorno per giorno, senza miracoli che nessuno può fare e se qualcuno ve li promette, non dice cose giuste”.