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La Bologna dell’accoglienza spenna gli studenti

E' la città più cara: solo Napoli riesce a fare peggio. Il record negativo per le mense e i trasporti

Prezzi poco popolari nella Bologna dedicata agli studenti. Per prendere un autobus l’universitario bolognese deve sborsare dieci euro in più di quello milanese. Stesso discorso per le mense. Quelle dell’Alma Mater hanno listini tra i più cari d’Italia.
Con gli aumenti scattati dal 1 febbraio, un abbonamento mensile studentesco dell’Atc, l’azienda chegestisce i trasporti pubblici sotto le Due Torri, è passato da 24 euro a 27 euro. Mentre per quello annuale si sale a 220 euro. Moltiplicando la cifra per tre, gli anni di un corso di laurea, il conto è presto fatto: per spostarsi da un posto all’altro della città uno studente di Bologna deve tirar fuori almeno 660 euro.
Niente a che vedere con le tariffe adottate nelle altre realtà universitarie del Paese. A Milano per poter usufruire senza limiti di tram, bus e metropolitana uno studente paga 17 euro, mentre a Torino e Roma il prezzo è di 18 euro. La cifra sale di poco se ci si sposta in Toscana. A Firenze, con 23euro un giovane ha diritto a un ticket valido 30 giorni, mentre con 187 a uno valido tutto l’anno.Peggio di Bologna solo Napoli, dove non ci sono agevolazioni sugli abbonamenti mensili e gli studenti sono costretti a pagare la tariffa base di 36,70 euro (ma l’annuale costa meno di quello bolognese).
La situazione non migliora confrontando i prezzi e le condizioni delle mense universitarie. A Bologna a occuparsene è l’Er.go, l’azienda regionale per il diritto allo studio. In tutta la città le mense universitarie sono solo tre, di cui una offre solo pizze e panini e non pasti completi. E se l’inevitabile coda si può ancora digerire, i prezzi no. Soprattutto se si accostano a quelli del resto d’Italia. Per poter mangiare un pasto completo alla mensa Bononia, in piazza Puntoni, si spende piùdi 5 euro.

Nessuna distinzione in base alle fasce di reddito, ma solo tra borsisti e non. I beneficiari possono infatti decidere di destinare parte della loro borsa alle spese per il pranzo, con un contributo del 20% dall’Ergo. Un’anomalia se si considera che nel resto d’Italia i listini non solo sono più bassi, ma sono anche calibrati in base alle diverse condizioni economiche dello studente. Alla Sapienza di Roma un pranzo costa in media 2,78 euro. Cifre simili anche a Torino dove si va dai 2,50 ai 3,90 ,mentre a Milano si spendono al massimo 4,20 euro. A Firenze gli universitari hanno a disposizione 29 punti di ristoro, e la spesa per un primo e un secondo non supera i tre euro.


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