Anche se il Rais è isolato dalla comunità internazionale, non si arrende. Le truppe lealiste del Colonnello avrebbero ripreso il controllo delle città di Ajdabiyah, Brega e Zuwarah. Un’avanzata che lascia intendere che il regime di Gheddafi ha deciso di mettere in campo le sue forze migliori. Secondo la tv di Stato libica i ribelli si starebbero ritirando dalla città della Cirenaica, estrema difesa lungo la direttrice che porta alla capitale della rivolta, Bengasi.

I leader della rivoluzione, riferisce un ribelle al quotidiano britannico ‘Guardian’, hanno promesso che combatteranno fino alla morte, ma sono molti i cittadini di Bengasi che stanno lasciando la città simbolo dell’opposizione per dirigersi verso il confine egiziano. L’amarezza degli insorti è forte: “Ci hanno traditi i paesi occidentali”, dice Ahmed Malen, “se ci uccidono tutti, l’Occidente avrà il nostro sangue sulle mani. Non credono nella libertà. Sono dei codardi”. Le tribù e i cittadini fedeli al governo libico stanno ora tentando di conquistare l’aeroporto di Bengasi.

Gli insorti avrebbero abbandonato le loro postazioni delle città riconquistate dalle truppe libiche dopo i pesanti raid condotti oggi dai caccia di Muammar Gheddafi. Con la diffusione delle notizie delle città riconquistate dai miliziani del Rasi sono scoppiati anche i festeggiamento nella grande piazza Verde a Tripoli, simbolo della rivoluzione di Muammar Gheddafi.

Intanto sembra tramontare la prospettiva di imporre una No fly-zone sul Paese nord-africano. Dal testo della dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri del G8 riuniti a Parigi è infatti sparito ogni accenno a un divieto di sorvolo sui cieli libici. Parigi e Londra non sono riuscite quindi a coinvolgere gli altri partner del G8 in un’iniziativa più dura contro il regime di Gheddafi.

I Paesi del G8 hanno lanciato un appello al Consiglio di Sicurezza dell’Onu affinché “aumenti la pressione” sulla Libia, anche attraverso “misure economiche per fare in modo che Gheddafi lasci il potere”. E’ quanto si legge nelle conclusioni della riunione. Per quanto riguarda gli Usa, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, garantisce ai ribelli solo un appoggio politico ed economico, ma esclude ogni aiuto aiuti militare.

Intanto il Colonnello non nasconde il suo rancore verso l’Europa e verso il nostro Paese. Lo fa attraverso un’intervista rilasciata a Il Giornale: “Sono scioccato dall’atteggiamento degli europei” e aggiunge “mi sento tradito da Berlusconi”. Poi Gheddafi ribadisce che “non c’è spazio di dialogo e mediazione con i ribelli” e ancora “il popolo è dalla mia parte, anzi è la gente che mi chiede di intervenire contro le bande armate”. E poi una minaccia: “Se i governi occidentali si comporteranno come in Iraq, la Libia uscirà dall’alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con Al Qaeda e dichiariamo la guerra santa”.