Era il 2000 quando l’esploratore Alan Chembers arrivava per primo al polo nord a piedi partendo dal Canada. Adesso si riparte, e nella spedizione c’è anche un italiano, Luca Esposito, non esploratore ma responsabile delle relazioni commerciali di due grandi ditte informatiche. Arriverà fin lassù dopo aver camminato 10 giorni in condizioni estreme, trascinando per 130 km una slitta di 60 Kg.

A muoverlo ci sarà un doppio intento. Il primo, e più importante, quello di aiutare i bambini che subiscono abusi e violenze domestiche nel Regno Unito attraverso una raccolta fondi per l’Nspcc – l’equivalente del nostro Telefono Azzurro. Il secondo, quello di andare a piantare anche il tricolore sui ghiacci artici.

“Non mi sento un cervello in fuga”, e probabilmente non lo è, Luca, 35enne in giro per l’Europa da subito dopo la sua maturità, da soli due e mezzo a Londra, “una città che ti dà tanta energia, ma te ne prende anche tantissima”. È però l’esponente di una generazione di italiani che cresce europea, senza per questo rimanere apolide. La cifra della sua storia infatti, è tutta in queste parole: “Gli inglesi talvolta mi guardano sorpresi. Aiuto il Telefono Azzurro del loro Paese, però non rinuncio alle mie radici”.

Luca parte il 31 marzo per il polo, a piedi con la sua slitta e solo un gruppo di altri cinque compagni. Di questa sua piccola, grande impresa vorrebbe fare omaggio, idealmente, al presidente della Repubblica. Un bel gesto, il suo, che merita di essere segnalato in quanto fonde solidarietà, spirito di avventura e senso di appartenenza.

Per chi volesse contribuire all’impresa benefica: Virginmoneygiving.com
Per chi invece volesse contattare Luca: Facebook.com