Record storico per la benzina. La soglia di 1,568 euro al litro raggiunta oggi dalla verde nei distributori della Esso rappresenta un livello mai raggiunto prima, dopo il massimo di 1,560 euro toccato il 15 luglio del 2008. Il prezzo, poi, sale anche oltre 1,6 euro in alcune aree del Paese, come la Campania. Il tutto a causa delle addizionali regionali.

I rialzi dei prezzi sono iniziati sabato, dopo la mossa di Eni di giovedì scorso e la risposta immediata delle altre compagnie, venerdì. Lo rileva Staffetta Quotidiana, il quotidiano delle fonti di energia, precisando che nel fine settimana la compagnia del cane a sei zampe ha di nuovo messo mano ai listini, applicando da sabato un aumento di 1 centesimo dei prezzi di benzina e gasolio. I prezzi medi calcolati dalla Staffetta salgono così a 1,561 euro/litro per la verde e a 1,457 euro/litro per il diesel.

A livello geografico, le punte massime si registrano come sempre in Campania per quanto riguarda la benzina (1,616 euro/litro) e in Sicilia per quanto riguarda il gasolio (1,497 euro/litro). Punte minime principalmente nel Nordest a 1,549 euro/litro sulla benzina e 1,441 euro/litro sul diesel. Aumentano i prezzi anche per Esso (+0,5 centesimi con benzina a 1,568 euro/litro e gasolio a 1,458 euro/litro), Tamoil (+1 centesimo con benzina a 1,445 euro/litro e gasolio a 1,447 euro/litro) e TotalErg (+1 centesimo sulla benzina a 1,560 euro/litro e +2 centesimi sul gasolio a 1,462 euro/litro). Sul mercato del Mediterraneo venerdì chiusura in forte rialzo con prezzi della benzina a quasi 1.020 dollari la tonnellata e gasolio a 1.010. A fare da diga è il rafforzamento dell’euro sulla moneta statunitense, che limita gli aumenti per gli acquirenti europei a circa 5 euro per mille litri sulla verde e a 2 sul gasolio.  Intanto i banchieri centrali riuniti nel Global Economy Meeting di Basilea in Svizzera affermano, in primis il numero uno della Bce J.C.Trichet, che “non hanno discusso direttamente” della crisi nel mondo arabo e in particolare di ciò che avviene in Libia ma restano in allerta sul rialzo dei prezzi delle materie prime e del petrolio.