Il regime annuncia la tregua. Ma Gheddafi non si ferma. Dopo l’attacco di ieri a Zawiya, il Raìs scatena i carri armati contro Misurata. E poi lancia una minaccia: “Se cado, migliaia di persone dalla Libia invaderanno l’Europa”.

La giornata è cominciata con voci provenienti da Tripoli che annunciavano un accordo raggiunto nella notte tra le tribù libiche per la cessazione delle ostilità. Nella capitale si sono sentiti colpi d’arma da fuoco, che secondo le stesse fonti erano spari per festeggiare la fine della rivolta. Le strade si sono poi riempite di auto che suonano il clacson e di migliaia di persone che sventolano le bandiere verdi simbolo del regime. Nelle prossime ore Gheddafi potrebbe comparire in tv per annunciare la tragua.

Mentre la tv di stato mostra incessantemente immagini di centinaia di persone in festa sulla piazza Verde e scene di esultanza davanti all’albergo che ospita i giornalisti stranieri, nel resto del paese si continua però a combattere. Testimoni oculari riferiscono che le forze fedeli al colonnello hanno lanciato un’offensiva con armi pesanti e tank su Misurata, la città costiera che il governo ha annunciato di aver riconquistato, ma che secondo i ribelli è ancora in mano agli insorti. Il bilancio degli scontri per ora è di un morto e otto feriti, secondo fonti dei ribelli.

Incerta è la sorte anche di altre città. La battaglia infuria a Ras Lanuf. Nella città costiera petrolifera è stata udita una fortissima esplosione, seguita dai colpi dei cannoni della contraerea dei rivoltosi. In precedenza erano stati bombardati un posto di blocco dei ribelli e un accampamento installato in una e caserma dell’esercito assaltata. I ribelli hanno annunciato di aver abbattuto un elicottero. Secondo la tv Al Jazeera la città è però stata riconquistata dalle truppe lealiste, nonostante permangano sacche di resistenza,  e le forze aeree del colonnello hanno bombardato i ribelli che stavano avanzando verso Sirte, città natale di Gheddafi. Secondo l’emittente Al Arabiya invece Ras Lanuf è ancora in mano ai ribelli.

Gli scontri tra rivoltosi e forze di Gheddafi a Bin Jawad hanno causato, secondo fonti mediche, due morti e almeno 30 feriti, tra cui un cronista francese colpito ad una gamba. In seguito ai violenti scontri i ribelli hanno ammesso di aver ripiegato: “Ci siamo ritirati da Bin Jawad, la nostra linea difensiva sarà a Ras Lanuf”, hanno spiegato.

Testimoni segnalano alla tv satellitare ‘al-Arabiya’ di scontri a fuoco oggi ad al-Zawiyah, dove le truppe di Gheddafi ieri hanno sferrato un violento attacco. Il governo ha anche annunciato la riconquista di Tobruk, notizia smentita dai ribelli.

Intanto il quotidiano Sunday Times ha reso noto che i ribelli libici hanno catturato nell’est del paese una squadra delle forze speciali britanniche, dopo che una missione diplomatica segreta per prendere contatto con l’opposizione era fallita. Gli uomini del commando, probabilmente otto militari appartenenti alle forze speciali Sas, sono stati arrestati insieme al diplomatico britannico che scortavano. L’arrivo dei commando al fianco del diplomatico, secondo il Sunday Times, “ha innervosito le personalità dell’opposizione, che hanno ordinato che i soldati siano detenuti in una base militare” a Bengasi. Gli oppositori a Gheddafi, scrive il giornale, “temono che il raìs possa utilizzare qualsiasi prova di ingerenza militare occidentale per raccogliere il sostegno patriottico intorno al suo regime”.

Mentre la situazione in Libia è ancora confusa, Gheddafi in un’intervista al settimanale francese Le Journal de Dimanche mette in guardia l’Europa dalle conseguenze che ci saranno in caso di caduta del regime: “Se si minaccia, se si destabilizza, si andrà verso la confusione, verso bin Laden, verso i gruppuscoli armati. Voi avrete l’immigrazione, migliaia di persone che invaderanno l’Europa dalla Libia. E non ci sarà nessuno per fermarli”.