“Non ci priveremo della possibilità di avere altri mezzi di informazione”. Il leader Fli Gianfranco Fini lo aveva preannunciato ieri a Porta a Porta: “La speranza è che il Secolo d’Italia venga preservato nella sua autonomia, ma il fronte della comunicazione politica non resterà sguarnito qualora il nuovo Cda intendesse chiudere la ‘fase Perina’”, aveva specificato il presidente della Camera. La chiusura della testata ‘Ffwebmagazine’ da parte della Fondazione FareFuturo, però, ha privato i futuristi di una punta di lancia nel dibattito quotidiano, politico e culturale. E oggi, l’ex direttore Filippo Rossi annuncia, anche sulla propria pagina Facebook, la nascita di una nuova testata on line “Il Futurista”.

“Continueremo a fare futuro”. Filippo Rossi lo aveva annunciato su Facebook martedì, poche ore dopo la chiusura della sua creatura e lasciando intuire che qualcosa già bolliva in pentola. Anche sul suo blog sul fattoquotidiano.it Rossi aveva detto: “Possono chiudere un contenitore, ma non far tacere chi ha la forza di pensare!”. E oggi, sempre su Facebook, ecco l’annuncio: sta arrivando Il Futurista. In meno di due ore, il link alla pagina del nuovo webmagazine viene condiviso da circa mille persone. E, a quanto si apprende, entro una settimana, dieci giorni, Il Futurista sarà on line. “Sarà un nuovo contenitore online – spiega Rossi, presentando la sua nuova testata – in cui porteremo lo spirito corsaro che ha sempre caratterizzato Ffwebmagazine. Ma questa volta saremo ancora più liberi, ancora più indipendenti, ancora più sconvolgenti…”. Il Futurista continua Rossi, sarà dunque “una piattaforma su cui porteremo avanti, con rinnovata energia, la nostra battaglia culturale. E lo faremo con gli strumenti e le modalità proprie dell’età di Internet: partecipazione e condivisione, osmosi culturale e superamento dei vecchi steccati”. “Contro tutte le burocrazie, contro chi non ci mette la faccia, contro chi ci vuole ‘normalizzati’, uno schiaffo all’Italia che non ci piace”, scrive Rossi sulla sua bacheca. E aggiunge: “In fondo, si tratta di una sfida che è innanzitutto generazionale. E che proprio per questo è ‘futurista 2.0’ fino al midollo…”.