“La terra ha bisogno di un nuovo guerriero. Ha bisogno di te”. Greenpeace si appella al web per finanziare la costruzione della sua futura ammiraglia, la Rainbow Warrior III. Un’inedita operazione virtuale per dar vita a una gigantesca colletta mondiale per regalare un nuovo veliero di battaglia all’associazione, da quarant’anni in prima linea nella tutela dei mari e degli oceani del pianeta.

Dalle forchette per l’equipaggio alla vela principale, dagli oblò agli strumenti di navigazione, passando per ogni singola cima e tutte le attrezzature di bordo, gli oltre 400mila componenti della nave sono stati messi ufficialmente in vendita sul sito dedicato al progetto (http://anewwarrior.greenpeace.org/) per permettere a tutti i simpatizzanti dell’associazione di sostenerne concretamente la realizzazione. Visitando virtualmente il veliero, attualmente in cantiere in Germania e il cui varo è previsto per l’autunno 2011, è possibile scegliere e acquistare on line il proprio pezzo di Rainbow, decidendo autonomamente a quanto far ammontare il proprio contributo. Un solo euro per le viti, cinque per le mappe di navigazione, duemila per il pilota automatico, settemila per il desalinizzatore: Greenpeace ha pensato a tutte le tasche, proponendo sottoscrizioni per acquistare anche solo qualche centimetro di vela e garantendo che tutti gli oggetti acquistati rimarranno a bordo. Ogni donatore potrà poi lasciare un messaggio personale sul sito web dell’iniziativa mentre nella sala conferenze della nuova nave di Greenpeace un muro delle dediche riporterà il nome di tutti coloro che con la loro generosità avranno contribuito al varo della Rainbow Warrior III.

«Greenpeace è indipendente, non accetta fondi aziendali o governativi ma vive del sostegno dei singoli individui – dichiara Andrea Pinchera, direttore Comunicazione e raccolta fondi di Greenpeace – Per questo siamo sempre alla ricerca di idee creative che generino sostegno, come la vendita della Rainbow Warrior III». «Questa donazione significa “salviamo il pianeta insieme”, è l’opportunità di finanziare un’importante battaglia contro cambiamenti climatici catastrofici, è l’occasione per portare avanti il lavoro di Greenpeace senza uscire di casa. Credo che la gente la amerà» è invece il commento del capitano Pete Willcox, al timone della nave simbolo dell’associazione in occasione delle sue azioni più indimenticabili.

Progettata secondo i principi di nautica sostenibile e dotata di tecnologie verdi all’avanguardia, la nuova imbarcazione sostituirà da ottobre la Rainbow Warrior II, protagonista per oltre vent’anni delle campagne di Greenpeace. Stesso nome e stessi obiettivi pacifici di lotta agli abusi ambientali per i tre velieri che sono diventati anche simboli dell’ambientalismo mondiale, da quando nel 1978, la prima ciurma dei “guerrieri dell’arcobaleno” salpò verso le isole Orkney per un’azione di salvaguardia delle foche del mare del Nord. Poi il Pacifico, diventato il teatro di uno degli episodi più gloriosi della storia dell’associazione ma anche dei ricordi più dolorosi: nell’estate del 1985 l’equipaggio della Rainbow Warrior I sbarca sull’isola di Rongelap, nell’arcipelago delle Marshall, per organizzare l’evacuazione della popolazione da un territorio gravemente contaminato dai test nucleari statunitensi. Dopo aver portato a termine la missione, il veliero si dirige verso Auckland, in attesa di fare rotta per Mururoa, dove sono in corso test nucleari voluti dal presidente francese Mitterrand. La Rainbow Warrior I non arrivò mai a destinazione: il 10 luglio 1985 due esplosioni organizzate dai servizi segreti francesi causano l’affondamento della nave, provocando la morte di Fernando Pereira, fotografo dell’associazione.