Scatta l’allarme inflazione in Europa. Le ultime previsioni della Commissione Ue indicano per il 2011 un balzo in avanti di quattro punti rispetto alle precedenti stime sia nell’Euro zona sia nella Ue-27, che chiuderanno l’anno rispettivamente al 2,2% e al 2,5%. Sul banco degli imputati soprattutto l’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime. E Bruxelles parla apertamente dei rischi legati agli attuali sviluppi politici nel Nord Africa e in Medio Oriente.

In Italia è record inflazione a febbraio: secondo i calcoli provvisori dell’Istat si è attestata al 2,4%, con una crescita dello 0,3% rispetto a gennaio. Si tratta di un nuovo record, visto che l’ultima volta che è stato toccato un livello più alto (2,7%) era nel novembre 2008. Sul dato hanno pesato gli aumenti dei beni alimentari e dei carburanti.

Nel 2010, inoltre, è salito il  rapporto debito-pil: secondo l’Istat, si è attestato al 119% del Pil. Si tratta di circa tre punti in più rispetto all’ultima stima che dava il rapporto nel 2009 al 116,1%. L’anno si è chiuso con un Pil in crescita dell’1,3%. Dato accolto con entusiasmo dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti. “Con la bussola giusta, con i piedi per terra un passo dopo l’altro, gli italiani e l’Italia stanno andando nella giusta direzione”, ha detto.

Ma dalla Ue arriva un monito a ridurre il debito pubblico. “L’Italia ha davanti a se’ una duplice sfida: risanare i conti riducendo l’elevato debito pubblico e assicurare una più rapida ripresa attraverso riforme strutturali”, ha detto il commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn sottolineando in particolare come il nostro Paese abbia bisogno di una politica di “moderazione salariale per evitare ulteriori perdite di competitività”.

Preoccupa comunque l’inflazione. Nel mese di febbraio, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, ha quindi registrato un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011). Su queste basi, spiega l’Istat, l’inflazione acquisita per il 2011 è pari all’1,5%.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è pari all’1,7%, comunque anch’essa in accelerazione rispetto all’1,4% di gennaio 2011. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo è pari all’1,8% (era +1,5% di gennaio 2011). Sul piano tendenziale, la crescita dei prezzi dei beni sale al 2,6% dal 2,5% del mese precedente, mentre quella dei servizi si porta all’1,9%, con un’accelerazione rispetto a gennaio 2011 (+1,5%).

L’accelerazione dell’inflazione registrata a febbraio, spiega ancora l’istituto di statistica, risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei servizi, e in particolare di quelli relativi ai Trasporti. Una spinta al rialzo arriva anche dall’andamento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e dei beni alimentari.

Sulla base delle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un’accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a gennaio 2011 (+1,9%).