E’ il 23 febbraio, dalla Libia arrivano solo immagini scadenti, rubate con il telefonino. Gheddafi ha già fatto la sua prima apparizione in tv, ha parlato al Paese. Smentite le voci che lo davano in fuga verso il Venezuela, il raìs ribadisce che non mollerà e che lotterà fino alla fine.

Capire, dall’Italia, che cosa stia realmente accadendo a Tripoli è complicato. Le linee telefoniche sono saltate e l’unico feedback diretto che riesco a ottenere è tramite un giovane ingegnere italiano, Giovanni che è appena riuscito a rientrare a Roma. E’ stanco e spaventato, la compagnia telefonica per la quale lavora ha tenuto gli impiegati stranieri per tre giorni in un compound poco distante dall’aeroporto di Tripoli. “Eravamo al sicuro chiusi li dentro – spiega esausto Giovanni – ma raggiungere l’aeroporto è stato rischioso. Per fortuna, dopo tre giorni di tentativi, sono riuscito a rientrare. Sono in pensiero per i miei colleghi libici, proveremo a mantenerci in contatto tramite facebook”.

Mi unisco anch’io al gruppo sul social network e mando una mail a tutti gli iscritti:

Dina – 24 febbraio alle ore 17.52. Sono una giornalista italiana e sto cercando di mettermi in contatto con gente di Tripoli. Ti ho trovato su un gruppo di facebook e vorrei che accettassi la mia richiesta di amicizia.

Nessuno vuole parlare con la stampa, tranne Libya38, un collega di Giovanni che vive a Tripoli.

Libya38 – 25 febbraio alle ore 16.44. Molti Paesi europei sostengono Gheddafi per gli investimenti di petrolio che hanno qui. Guarda questi dimostranti pacifici… (guarda il video: manifestanti in strada ripetono uno slogan, poi gli spari sulla folla)
Non abbiamo bisogno di nessun aiuto per fermare questo assassino, abbiamo solo bisogno che avviate l’embargo aereo ora. Ma credo che al tuo governo interessi solo della sua gente che è qui.
Grazie lo stesso

Non faccio in tempo a rispondere, passano appena 10 minuti e Libya38 si fa di nuovo vivo. Sono ore in cui Tripoli trema e Libya38 me lo racconta a modo suo, con l’unica arma della quale è in possesso. La Rete e il libero passaggio di informazioni e video.

Libya38 – 25 febbraio alle ore 16.55. Cosa stanno aspettando Europa e Stati Uniti? Che ci ammazzi tutti? (guarda il video: manifestante morto in strada)
E perché adesso sento un aereo che vola basso sopra casa mia da far quasi rompere i vetri delle finestre, da terrorizzarci?

Dina – 25 febbraio alle ore 17.14. Da italiana mi sento molto in imbarazzo per quello che scrivi. Cosa pensate di fare adesso?

Libya38 – 25 febbraio alle ore 18.22. Qui c’è gente molto colta e preparata, non so spiegarti in inglese quanto avanti potremmo portare il nostro Paese. Saremmo in grado di gestire tutto come già avviene in occidente. Non preoccuparti degli immigrati perché i libici amano il loro Paese e amano viverci, specie quando otterremo la nostra libertà e i nostri vantaggi dal petrolio. L’unica preoccupazione sembrano essere questi africani neri che porta Gheddafi. In futuro chiuderemo i nostri confini com’era una volta. Voi italiani sarete sempre i benvenuti. Puoi chiederlo ai miei colleghi italiani, crediamo di avere un modo di vivere e di essere molto simili.
Se pensi al petrolio, possiamo gestirlo se gli italiani non colgono l’occasione e supportano questa rivoluzione, credimi, i libici non dimenticheranno mai che il tuo governo non si è schierato dalla nostra parte. Per favore spiegalo alla tua gente cosicché possa schierarsi con noi il più velocemente possibile.
p.s. Gli stranieri con noi sono al sicuro. A uccidere sono solo gli uomini di Gheddafi.

Dina – 25 febbraio alle ore 18.39. Però siete reticenti. Nessuno vuole parlare, dovreste essere direttamente voi a spiegare cosa succede, cosa volete…

Libya38 – 25 febbraio alle ore 19.07. Ma noi vorremmo parlare al resto del mondo però tutti questi omicidi ci frenano. Abbiamo paura. Eravamo all’inferno sotto il suo comando. Nel passato uccideva la gente e poi mostrava i corpi in tv, semplicemente perché avevano dimostrato un dissenso e sai che fa adesso? Chiede agli operatori di telefonia mobile di darci 10 o addirittura 100 dinari libici (tra i 6 e i 60 euro, ndr) di credito telefonico, solo per prenderci in giro, pensa che siamo stupidi e crediamo che lui stia cambiando. Non abbiamo mai creduto che lui potesse cambiare.

Dina – 26 febbraio alle ore 0.01. Vorrei capire com’è nata questa rivolta che nessuno è stato in grado di prevedere

Libya38 – 26 febbraio alle ore 1.13. Sono nato e sono cresciuto conoscendo solo Gheddafi e i suoi uomini. La gente non ce la fa più a mangiare questa merda. Avevamo troppi problemi legati soprattutto alle sue politiche. Adesso dopo questa rivoluzione sentiamo che la gente è più vicina, tutti vogliono vedere un po’ di democrazia, di cambiamenti… adesso però, la cosa più importante è fermare questo assassino, solo dopo penseremo al futuro. La gente avrà presto bisogno di rifornirsi di cibo e di beni. (guarda video: uomini armati che escono da un furgone per recuperare un cadavere)
Guarda cosa fanno per nascondere i crimini. La sua gente trascina il corpo di un dimostrante ucciso. Sono questi gli uomini, in abiti civili, che girano intorno a Tripoli e sparano random sulla gente che manifesta. (guarda video: emergenze in ospedale)

Dina – 26 febbraio alle ore 01.18. Cosa è successo ieri quando Gheddafi si è affacciato dalle mura di un palazzo di governo su Piazza Verde?

Libya38 – 26 febbraio alle ore 1.27. Questa protesta è avvenuta mentre Gheddafi parlava ai suoi fans. I manifestanti urlavano: ”Dite ai ragazzi di Tripoli che Benghazi è libera e che presto lo sarà anche Tripoli”, “Dio, libertà e Libia, nient’altro”, “Gheddafi sei un dittatore non ti vogliamo più”, “Il popolo vuole cambiare il regime”, “Gheddafi è diventato pazzo”. (guarda il video: fumo, spari e slogan contro Gheddafi)
La gente acclama e ordina ai protestanti di non danneggiare o toccare le proprietà private. Vogliono che tutto sia al sicuro.

Dina 26 febbraio alle ore 12.22. Tu come stai? Ieri mi scrivevi che sentivi gli elicotteri volare bassi…

Libya38 26 febbraio alle ore 15.16. Sento ancora gli elicotteri che volano intorno per controllare che non sia in atto nessuna protesta. Sta sparando.
Per favore non dire a nessuno che ti scrivo.

Dina 26 febbraio alle ore 19.47. Però i video che mi mandi li uso.

Libya3826 febbraio alle ore 22.14. Assolutamente sì, falli vedere al mondo intero.

Dina – 27 febbraio alle ore 20.08. Leggo dai giornali italiani: “L’italia ha sospeso il trattato Italia Libia” e ancora, “L’Onu chiede un ruolo attivo all’Italia”. Sento al tg che Gheddafi ha parlato di nuovo. Il figlio continua a dire che il Paese è sotto controllo. Che succede a Tripoli?

Libya38 27 febbraio alle ore 20.31. La città oggi è tranquilla. Lui ha iniziato a dare 500 dinari (quasi 300euro, ndr) a famiglia per provare a gestire la situazione nel paese. Pensa di farci fessi con i soldi. Se voleva aiutarci ha avuto 42 anni per farlo, conosciamo il suo gioco. Qualcuno è andato in banca stamattina a ritirare i soldi ma neanche questi lo vogliono più.
Io oggi sono stato in giro, ho trovato almeno 4 sbarramenti militari per ogni angolo di Tripoli, con i carri armati girano tra i veicoli, i soldati di Gheddafi guardano le auto cisterne delle coorti. Fa paura perché agitano le armi quando passi vicino al cancello.

Dina – 27 febbraio alle ore 21.08. Come andrà a finire, lo ammazzerete, si suiciderà, fuggirà?

Libya38 27 febbraio alle ore 22.33. Non possiamo resistere ancora a lungo, non ci siamo preparati molto bene. Abbiamo paura che questo pazzo usi le armi pesanti contro la sua stessa gente. Quando sentirà di essere alle strette forse si suiciderà.
Per favore non dire a nessuno che siamo in contatto, potrebbe ritorcersi contro la compagnia per la quale lavoro e sui miei colleghi.

di Dina Matranga