La capitale che avrebbe dovuto essere la più sicura del mondo, a tre anni dall’insediamento di una giunta di centrodestra che proprio sulla sicurezza ha vinto le elezioni, si scopre fragile e indifesa. Venerdì sera una ragazza di vent’anni è stata stuprata a pochi passi dal centro, in via dei Villini, zona di ambasciate e appartamenti costosi. La polizia l’ha trovata seminuda e sotto choc. La violenza sarebbe avvenuta nell’edificio (abbandonato) dell’ex ambasciata somala. E’ il terzo stupro in dieci giorni: il 15 febbraio una turista americana viene violentata in un sotterraneo del parco di Villa Borghese, il 18 febbraio una studentessa spagnola viene aggredita da due ragazzi nella centralissima Trinità dei Monti.

Il castello di sabbia di Alemanno si sgretola giorno dopo giorno. E pensare che fu proprio una sequenza di violenze sulle donne a portare alla vittoria elettorale il sindaco sceriffo. Una città insicura, poco illuminata e in preda ai clandestini e ai rom, l’aveva definita tre anni fa. Come se il problema degli stupri derivasse dalla presenza dei campi nomadi. E oggi, alla vigilia dei tre anni di mandato, cosa è cambiato? L’altro giorno, durante gli “Stati generali della città”, Alemanno ha decantato i dati sulla sicurezza, “in calo del 26 per cento, certificati da Questura e Prefettura”. Si è dimenticato di dire che quei dati in calo dipendono dal fatto che i cittadini denunciano sempre meno i reati.

Non solo: i sindacati di polizia sanno che molto spesso, per fare un favore alle statistiche, lo scippo o la rapina (che presuppongono una violenza sulla persona) vengono derubricati in furto. Ancora: i tanto amati (da B.) poliziotti di quartiere non esistono più: dopo averli formati ed equipaggiati, non ci sono i soldi per mandarli sul territorio. Così come non ci sono volanti sufficienti a compiere un’opera di prevenzione, e non solo di repressione. La Questura continua a compiere operazioni di facciata, come i cosiddetti pattuglioni antiprostituzione: raccolgono per strada sempre le stesse prostitute, le identificano e le lasciano andare (e quando le arrestano, perdono le cause di risarcimento danni).

Roma è una città completamente allo sbando, l’unica preoccupazione della giunta è sistemare amici e parenti, Alemanno non ha idea di come governare, di cosa fare e di come farlo. Si limita a recitare spot elettorali cui ormai non crede neanche lui stesso. Agevolato, va detto, dall’assoluta inconsistenza delle opposizioni.