A Napoli si dice “‘o cane mozzeca sempe ‘o stracciato”. Ovvero: il cane morde sempre il mendicante. Scampia non si fa mancare nulla, dai campi rom ai roghi tossici, dal carcere alle piazze di spaccio. Ogni 50 metri. Dove si trova di tutto e a buon mercato. Eppure il sindaco di Napoli è riuscito a trovare qualcosa che mancava: una discarica.

Dopo anni di latitanza in un’area (quella a nord di Napoli) che aspetta ancora un serio piano di riqualificazione, il Comune sceglie Scampia come sito di trasferenza provvisorio per i rifiuti. Per chi abita a Scampia, questo è davvero troppo. “Non siamo certo lo sversatoio della città”, dice Carmine Malinconico, presidente dell’VIII Municipalità che all’unanimità ha chiesto al sindaco Rosa Russo Iervolino di cambiare idea. Intanto a Scampia è nato anche un comitato pubblico, appoggiato dalla municipalità, per dire no alla discarica e proporre alternative che possano trasformarsi in lavoro per i disoccupati della zona. “Vogliamo creare strutture capaci di trasformare l’umido in compost, riciclando i rifiuti attraverso la differenziata porta a porta”, spiega Franco Vicario del centro sociale Gridas. Il no a una nuova discarica nell’area nord di Napoli arriva dalla cittadinanza attiva e dalle decine di associazioni che da anni operano sul territorio. Il coro di protesta dilaga anche sul web con la raccolta firme. “E’ l’ennesima disperata e sterile soluzione che non risolverà il problema così come di volta in volta non lo hanno risolto le discariche di Pianura, Chiaiano, Giugliano e Terzigno”, dice Ciro Corona, dell’Associazione di lotta alla cultura camorristica “(R)ESISTENZA”. Solidarietà e sostegno arriva anche dal presidio antidiscarica di Chiaiano e Marano mentre Aldo Bifulco del circolo “la Grù” di Legambiente di Scampia avverte: “Un sito di trasferenza non deve essere costruito in nessuna parte della città, perché richiama strategie pericolose ed obsolete per risolvere il problema dei rifiuti, basate esclusivamente su discariche ed inceneritori”. Prende posizione anche l’assessore alla cultura dell’VIII Municipalità Maria De Marco: “Ancora una volta si vuole nascondere la polvere sotto il tappeto. Siamo solo disposti ad impegnarci per una scelta coraggiosa e necessaria come quella di creare un sito di compostaggio”.

Scampia si prepara a rialzare le barricate come già è accaduto per il trasferimento del prete di frontiera don Aniello Manganiello che aderisce alla lotta: “Questa scelta è il segno del fallimento della classe politica campana incapace di gestire un problema così grande e incapace di dare impulso alla raccolta differenziata. Ma soprattutto è una offesa ad una popolazione già maltrattata, considerata di serie B, dimenticata e trattata solo come serbatoio di voti”.

Per Scampia e per tutta la Campania, contro la politica dell’eterna emergenza il 25 Febbraio si riunisce il mondo dell’arte e della cultura in un “Concerto d’amore per la terra dei fuochi” che si terrà al Palamaggiò di Castel Morrone (CE). Ci saranno: ‘A67, Peppe Barra, Tony Esposito, Modena City Ramblers, Sud Sound System, il premio Nobel Dario Fo, Padre Alex Zanotelli, la giornalista Rosaria Capacchione e i magistrati Raffaele Cantone e Raffaello Magi e tanti altri ancora per gridare: “Nessun veleno in nessuna terra”.

di Daniele Sanzone